NIETZSCHE

Filosofia e malattia

In passato il pensiero di Nietzsche è stato visto come risultato di una mente malata. Infatti, il filosofo a un certo punto della sua vita cominciò ad accusare emicranie, attacchi di vomito e disturbi della vista che lo costrinsero a rinunciare all’insegnamento della filosofia e lo trasformarono in un malato inquieto e nervoso, solo e in continuo vagabondaggio da una città all’altra.
Quindi, secondo pregiudizi dell’epoca, la sua filosofia era negativa, perché nata da una mente malata.
Successivamente la malattia è stata valorizzata in quanto si è affermato che è anche grazie alla sofferenza e alla solitudine che il filosofo tedesco ha potuto superare il modo di pensare dei “sani” e giungere ad un punto di vista anticonformista del mondo.
Oggi gli studiosi, invece ritengono che la questione del rapporto tra filosofia e malattia sia secondaria in quanto ogni pensiero filosofico deve essere giudicato oggettivamente e non per le vicissitudini esistenziali del filosofo.

Nazificazione e denazificazione

Nietzsche è stato considerato per molto tempo il teorico della cultura nazifascista. Questa associazione al nazismo è stata favorita, secondo alcuni studiosi, dalla sorella dello stesso filosofo, Elisabeth, la quale avrebbe aggiunto contenuti antisemiti e nazisti agli scritti del fratello. Senz’altro la donna ha avuto le sue responsabilità in quanto essa stessa favorevole al nazismo.
Tuttavia risulta eccessivo attribuire a lei la totale responsabilità della nazificazione del fratello come del resto risulta eccessivo considerarlo il padre dell’ideologia nazista pur avendo i suoi scritti contenuti antidemocratici e antiegualitari.
Già a partire dagli anni Trenta e soprattutto nel dopoguerra si è avuto un processo di denazificazione del pensiero nietzschiano. Alcuni studiosi sono anche giunti ad un'interpretazione opposta, ovvero quello di un Nietzsche “progressista”, vicino alle idee marxiste. Attualmente, invece, si è affermato un punto di vista che, pur sottolineando gli elementi di novità e rottura della sua filosofia, non sottovaluta gli aspetti reazionari.

Caratteristiche del pensiero e della scrittura di Nietzsche

Il suo pensiero si presenta come critica e distruzione della cultura del passato, ma ha anche un carattere costruttivo e propositivo, in quanto delinea un nuovo tipo di umanità: il “superuomo”.

Nietzsche espresse il proprio pensiero in opere diverse tra loro per genere e stile. Egli, infatti, passa da forme accademiche come il saggio e il trattato alla forma breve dell’aforisma, ovvero una frase che esprime un’illuminazione istantanea, finalizzata a cogliere le cose in volo e che bisogna saper interpretare.
Invece in “Così parlò Zarathustra” il filosofo, ispirandosi alla scrittura dei versetti dei Vangeli, segue il modello della poesia in prosa e dell’annuncio profetico, ricco di simboli, allegorie e parabole. Gli ultimi scritti sono di tipo autobiografico e prevale l’invettiva polemica. Questi diversi stili esprimono la tendenza anti-sistematica del pensiero nietzschiano.
Infatti, egli rifiuta ogni forma di filosofia sistematica, considerandola illusoria e presuntuosa. per lui dietro il sistema si nasconde una volontà di potenza, ossia il desiderio di impadronirsi di tutta la realtà. Tale desiderio è illusorio e destinato all’insuccesso. Proprio per questo suo carattere asistematico, il suo pensiero presenta una pluralità di significati che non possono essere interpretati secondo un’unica chiave di lettura, ma presenta varie ipotesi di lettura.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità