pexolo di pexolo
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La prognosi non è meno infausta della diagnosi che del capitalismo Marx aveva fatto: il Capitalismo è sorto dalla «rapina» (secondo Marx, il risparmio ebbe una parte secondaria nella nascita del capitalismo in epoca bassomedievale, e importanza maggiore ebbe l'appropriazione violenta di beni); così il capitalismo si estinguerà per auto strozzamento, per la «caduta tendenziale» del «saggio di profitto» (è il rapporto tra l'incremento di plusvalore e il capitale nella sua «composizione organica» del rapporto «capitale costante-capitale variabile»; invece, «saggio di plusvalore» è detto il rapporto tra l'incremento del plusvalore e il «capitale variabile») e per la progressiva «pauperizzazione» delle classi lavoratrici (nelle società ad economia capitalistica chi nulla ha, sempre meno riesce ad avere). Ammesso che i capitalisti tengano a freno la caduta del «saggio di plusvalore» contenendo i salari (la parte «variabile» del capitale) resta sempre il problema, per essi, delle spese crescenti nel settore dei mezzi di produzione e delle materie prime (parte costante del capitale) e dunque l'impossibilità di incrementare l'accumulazione capitalistica. Come nelle saghe medievali, gli spiriti evocati dallo stregone gli si rivoltano contro, così, salario e profitto, generati insieme, periranno insieme, per necessità dialettica (nel senso che, nel capitalismo, la contraddizione è intrinseca alla premessa). Il capitalismo è malato: il suo frutto migliore, l'industria (forma efficacissima di produzione) concentra la proprietà nelle mani di un numero di persone via via più ristretto; al limite del processo selettivo («concentrazione capitalistica») l'interesse di pochi proprietari si evidenzierà come diametralmente opposto a quello della collettività; è allora che la rivoluzione armata potrà avere successo.

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