patrizia06
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Indice

  1. Cartesio - Ideologia
  2. Sistema del sapere
  3. Metafisica

Cartesio - Ideologia

Cartesio nasce in piena rivoluzione scientifica e durante le guerre religiose nel 1559 studia dai Gesuiti. Alla morte del padre, grazie all'eredità, si dedicò completamente allo studio e andò a vivere in Olanda poiché lì poteva esprimere liberamente le sue teorie in contrasto con la religione. Nella sua vita si dedicò non solo alla filosofia ma anche alla matematica inventando gli assi cartesiani Infine muore a Stoccolma nel 1650. La rivoluzione della ragione Cartesio pone una critica al sistema tradizionale considerandolo non sufficiente per essere all'altezza delle sfide del tempo, lo considera obsoleto e quindi è necessario il suo abbattimento. Egli critica innanzitutto il sapere appreso dai gesuiti considerato troppo legato al passato e poco al presente. Anche la matematica, pur basandosi su conoscenze certe, arriva a soluzioni inferiori a quelle della scienza mentre altre scienze sembrano costituite da basi di dubbio valore come l'alchimia o la magia. Infine la logica aristotelica è ritenuta da Cartesio capace di spiegare ciò che già si sa o non si sa ma non aiuta all'acquisizione di nuove conoscenze. Cartesio è insoddisfatto delle conclusioni date dalla teologia a lui precedenti. Ciò è dovuto dal fatto che si ritrova a vivere in piena guerra di religione per cui determinate teorie non erano accettate. Vuole trovare un metodo di ragionamento che gli permette di affermare e di accertare le cose che accadono sotto i suoi occhi. Parte da un concetto banale, "tutti gli uomini sono dotati di ragione". Si domanda come sia possibile che la ragione umana operi correttamente? Per rispondere a tale domanda, e avere la certezza che cerca, deve effettuare un lungo procedimento che inizia con il metodo.

Sistema del sapere

Il metodo che inizia a sviluppare si basa su intuizione,(guardare dentro), con questa deve partire dalle cose che appaiono evidenti, che la mente comincia a comprendere immediatamente. Deduzione ossia una volta data una premessa, si inizia a dare una serie di conseguenze che nascono dalle cose chiare e distinte precedentemente individuate. Il suo metodo si basa su 4 punti: Evidenza : partire da punti chiari e distinti e evidenti. Analisi (scomposizione): La scomposizione di tutti gli elementi che riguardano questo fenomeno. Sintesi (dal greco, siun ditemi mettere insieme) : una volta analizzato il problema, lo devo rimettere insieme. Enumerazione, devo ricontrollare tutte le singole parti e vedere se non mi è sfuggito qualcosa.Il principio chiave del metodo è rappresentato dal criterio di evidenza, da grande importanza a ciò che la ragione ci fa comprendere chiaramente. Per questo può essere definito il padre del razionalismo: quella corrente che si basa sulla ragione poiché non si fida più dei sensi e che si contrappone all'empirismo. Si ritiene che si può conoscere con certezza solo ciò che la ragione dice che è certo. Quindi non si fida dei suoi sensi perché molto spesso ci dimostrano cose che non sono così nella realtà. Questo accade anche perché non c'è conoscenza universale per tutti (un odore può essere gradevole per me e non per il mio amico). Una conoscenza è vera quando è universale, uguale e applicabile per tutti. Bisogna quindi affidarsi all'intelletto. Per fare ciò bisogna intraprendere un lungo percorso anche se pur affidandoci all'intelletto siamo certi solo delle conoscenze matematiche.

Metafisica

Cartesio sostiene che si deve dubitare di tutto. Di cosa non posso dubitare? Solo della matematica, poiché è autenticamente scienza. Cartesio porta anche un altro esempio: devo dubitare di tutto perché quando sogno tutto pare vero, poi mi sveglio e nella realtà ciò che pareva vero non lo è. Sostiene che dobbiamo applicare un dubbio metodico(dubita di tutto tranne matematica). Fu tutto ciò che cadde sotto i miei sensi. Il dubbio da metodico, con cartesio, diventa iperbolico poiché lui si pone la domanda: se ci fosse un cenno maligno che mi inganna anche sulla matematica? Cosa possiamo fare se non siamo certi nemmeno della matematica? Ha un colpo di genio: non posso dubitare che io sto dubitando. Dubito dei miei sensi, della matematica, ma non dubito che in questo momento io penso, io sto dubitando. Per questo enuncia la frase "cogito ergo sum" penso quindi esisto (gli uomini esistono come pensiero). Con questa espressione ha solo risolto il problema che egli esiste in quanto realtà spirituale lo esisto come res cogita (pensiero). Questo fa dell'io una sostanza spirituale, il principio metafisico della conoscenza, su cui Cartesio costruisce il suo sistema filosofico. A questo punto lo scopo è superare l'ipotesi del genio maligno, dimostrando l'esistenza di un Dio buono e non ingannatore. Per fare ciò, Cartesio si concentra sui contenuti della mente, cioè sulle idee. Secondo Cartesio le idee non sono come le idee platoniche ma sono rappresentazioni dei contenuti della mente. Lui classifica le idee in tre modi: le idee innate: quelle evidenti, che nascono con noi sin dalla nascita quindi sono dotate del carattere dell'universalità e della necessità ossia sono eterne e immutabili come le idee matematiche e geometriche. (tra le idee innate vi è anche l'esistenza di dio). le idee avventizie: quelle che nascono quando entriamo in contatto con il mondo sensibile! le idee fattizie: le idee della fantasia dell'immaginazione assolutamente false (le winx).

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