pexolo di pexolo
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Il maggior merito di Feuerbach è, per Marx, l'interpretazione e lo sviluppo del tema hegeliano della «alienazione», che, però, ulteriormente indirizza in senso sociale ed economico, piuttosto che in senso religioso. In Essenza del cristianesimo, Feuerbach spiega che l'uomo ha trasferito in un essere superiore immaginario le proprie aspirazioni; Marx critica che tale lettura della alienazione resti sul piano psicologico e non pervenga al piano storico, sociale ed economico, nel quale Marx ne individua le origini (nel modo capitalistico della produzione, l'operaio non si riconosce nel proprio lavoro, e anzi ne viene impoverito perfino del proprio mondo interiore). All'operaio accade ciò che accade all'uomo religioso: «Quante più cose trasferisce in Dio, tante meno egli ne ritiene per sé»; l'operaio mette nella merce che produce parte della propria vita, ma l'oggetto non gli appartiene. Nei Manoscritti, Marx riconosce che Hegel ha affrontato il problema della alienazione, tuttavia su un piano astratto: pretenderebbe di spiegare in che modo pensiero umano si alieni, ma non prende in esame le condizioni sociali in cui e collocato il soggetto umano, di cui esamina il pensiero. In altri termini, la stessa analisi hegeliana è, in partenza, alienata. Nel sistema hegeliano, l'alienazione è un momento ineliminabile della dialettica, dunque è costitutiva della realtà; ciò è inaccettabile, per Marx, perché giustifica lo status quo ante della società borghese, attraverso la mistificante giustificazione del principale suo strumento di potere: l'alienazione.

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