Mongo95 di Mongo95
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Visione che appare molto più moderna di quella di Pico. Una prima differenza è già biografica: giovane ricchissimo, nobile, che si puo dedicare agli studi Pico, uomo della borghesia, ambasciatore, calato nella concretezza e impegnato ogni giorno sul fronte delle questioni politiche Manetti. La visione rimane comunque impregnata di cristianesimo.
Anche il testo, De dignitate et excellentia hominis, è diverso: non un dialogo, ma un trattato che intende dimostrare le sue ragioni, fronteggiando al tradizione opposta, quella che pone accento sulla miseria dell’uomo. Manetti si colloca in un ambito letterario più umanista classico, letterario, politico e civile, a differenza della “pura” filosofia di Pico. Trattatistica a fronte di oratoria, due generi letterari diversi. Il Trattato si articola in quattro parti, che si occupano di:
i. Celebrare la grandezza del corpo umano (la sua componente materiale)
ii. Celebrare la grandezza dell’anima (la sua componente spirituale)

iii. Celebrare la grandezza dell’uomo nel suo insieme (qui si delinea la concretezza dell’esistenza umana in Manetti)
iv. Confutare tutte le opinioni contrarie sui punti dei tre libri precedenti
La terza sezione è importante, perché ci porta alla considerazione dell’uomo nella sua quotidianità e concretezza. Pico si collocherà infatti in un filone che considera il corpo sì cosa buona, in quanto creato da Dio, ma che si concentra piuttosto sua una via basata sull’intelletto e la dimensione spirituale. Manetti intende invece celebrare l’uomo sul versante del pieno riconoscimento della grandezza anche della componente corporea. La sua destinazione non è solo intelligere e contemplare, ma anche agire, operare. Un secondo tratto caratterizzante del pensiero umano, che si colloca comunque in ottica cristiana, ma con direzione diversa: non un essere umano che guarda soltanto in alto, ma che si rivolge ugualmente anche al basso, dando valore anche a ciò che fa. Con concordanza tra spirituale e mondano, in una visione che li comprende entrambi assieme. Nel testo stesso non sono presenti invenzioni retoriche tipiche di Pico, ma piuttosto una prosa lineare e semplice, moderata nelle scelte lessicali.

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