Idealismo trascendentale estetico (2° direzione della filosofia: come si giunge dallo spirito alla natura)
Prima ancora dell’attività dell’IO, o dello spirito, c’è un attività più profonda, da cui spirito e natura scaturiscono. Principio unico, alla base di qualsiasi attività, che è al contempo spirito e natura, reale ed ideale, conscio ed inconscio; Shelling lo interpreta come un grande artista. I prodotti artistici sono l’unione di conscio ed inconscio, ideale e reale, oggettivo e soggettivo. L’arte ci consente di cogliere la natura più vera dell’assoluto, dunque è la più importante. La natura nell’assoluto è colta dall’estetica.
filosofia dell'identità’
L’assoluto è l’identità di soggettivo e oggettivo, reale e ideale, è coincidenza oppositorum. Questo assoluto lo chiama anche ragione, è una forma di panteismo. Hegel gli chiede: come nascono le cose da questo principio?

Schelling risponde: Non si può passare dall’assoluto alla realtà, a meno che il finito non sia già nell’infinito; ma se già presenti dovranno esserci secondo il modo dell’infinito. [Come Platone: il mondo delle idee, che sono modelli delle cose, che sono trasportate nel mondo ultraterreno secondo la modalità di quest’ultimo.]
Hegel: perché il sistema delle cose deve concretizzarsi?
Schelling risponde negando la soluzione tradizionale del cristianesimo, ovvero il creazionismo, che vale a dire: produrre le cose dal nulla, in Dio ci sono le idee, le pensa e vuole che esistono. Secondo Schelling le cose esistono per una sorta di caduta, colpa originaria. [Concezione orfica, religione greca secondo cui l’anima è caduta per una colpa originaria nel corpo, che è una prigione.]

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