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Leibniz: l'uomo è libero o determinato nel suo operare?

Leibniz afferma che l'uomo, creatura divina, possiede la libertà, cioè la spontaneità, in quanto ha in sé il principio del proprio agire e le sue azioni perciò non subiscono costrizioni esterne. La volontà umana quindi sceglie secondo i motivi o le ragioni che l'intelletto le presenta e non decide a caso, senza criterio.
Ora, quando un motivo prevale sugli altri ed ha una forza particolare, la volontà è inclinata a muoversi in quella direzione. E ciò accade sempre perché c’è sempre un motivo che predomina e quindi il suo peso determina la scelta della volontà.
Tuttavia non si può parlare di assoluta libertà, ma piuttosto di un determinismo razionale che non è costrizione dall'esterno.
Infatti questi motivi possono condurre al male morale, al peccato, e rendere l’uomo schiavo delle passioni, quando procedono da pensieri oscuri e confusi, come sono quelli che derivano dalle piccole percezioni; oppure possono guidare al bene e rendere l’uomo veramente libero quando provengono da conoscenze chiare e distinte.

Anche da questo si comprende che la libertà dell’uomo coincide con la determinazione della ragione.
Il determinismo della volontà è confermato dalla prescienza divina e dalla ineleminabilità del male nell'universo, così la colpa del primo uomo diventa necessaria proprio nel disegno generale dell'universo e la sua azione peccaminosa è come determinata da una forza superiore.

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