Leibniz e il problema dell'innatismo o meno delle idee

Tra razionalismo e empirismo. Io attribuisco alla parola innata, il significato etimologico, tutti gli esseri nascono con tutte le idee, sono innate, però sono tutte inconsce, devono venire fuori con il passare del tempo.
In un blocco di marmo, c'è già una statua, si vede attraverso le venature, ma deve ancora venire fuori. Posizione razionalistica.

Posizione empiristica

Però per tirare fuori queste idee innate c'è bisogno dell'esperienza-
Dio stabilisce quando le idee innate devono venire fuori. Tutte allo stato inconscio devono essere portate allo stato conscio.
Le idee sono sia innate che non. Sono nate con noi ma sono inconscio, dunque è come se non esistessero. Nasciamo con tutte le idee in testa.
Una monade è chiusa in se stessa perché deve essere assicurata la perfetta autonomia, l'indipendenza. Quindi l'esperienza non è un contatto con il mondo esterno ma è un procedimento interno.

Leibniz porta la matematica a misurare quantità fino ad allora mai misurate perché infinitamente piccole – Calcolo infinitesimale

Doppio problema ontognoseologico

1) Queste monadi come fanno a conoscere il mondo esterno se sono chiuse in se stesse? (gnoseologico)
2) Ontologico, sono coordinate ad un fine prestabilito, come la vita.
Il corpo è formato da tante parti tutte interdipendenti, ma la comunicazione è negata da Leibniz (l'interdipendenza).
Dobbiamo distinguere due idee diverse. Di fronte al problema gnoseologico. Dio prestabilisce quando un'idea sale da uno stato inconscio a conscio.

Problema gnoseologico: ci sono due tipi di idee innate: quelle che riguardano il mondo delle essenze e possibilità, verità di ragione (matematiche, pure idee); non hanno corrispondente esterno quindi Dio ha stabilito quando giungono a maturazione.
Ma per le altre idee c'è il problema della corrispondenza (verità di fatto).
C'è già fin dall'inizio a livello inconscio l'idea di una persona in noi, e, poiché la monade non può venire a contatto con niente esterno a lei, essendo isolate, Dio da in modo che la coincidenza da giungere al livello cosciente l'idea quando di fronte a noi è presente quella persona. Dio prestabilisce le coincidenze fra l'apparizione al conscio dell'idea e la presenza reale dell'essere corrispondente.
Per le idee di ragione non ci sono corrispettivi materiali e quindi non c'è bisogno di coincidenza, ma per la verità di fatto c'è bisogno di Dio che prestabilisce la coincidenza.

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