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Concetti Chiave

  • La vita estetica è caratterizzata dalla ricerca dell'eccezionalità e dalla bellezza, secondo Kierkegaard, che sottolinea l'importanza di ogni attimo significativo.
  • Il passaggio alla vita etica comporta la scelta di stabilità attraverso la famiglia e il lavoro, ma può generare angoscia e un senso di colpa per la propria finitudine.
  • La vita etica si basa sulla responsabilità e sul riconoscimento delle proprie mancanze, portando alla consapevolezza della difficoltà nel raggiungere la felicità ideale.
  • Se l'angoscia della vita etica diventa eccessiva, si apre la possibilità di scegliere la vita religiosa, che promette una pienezza di vita attraverso Dio.
  • La mondanità presenta rinunce tra singolarità e stabilità, mentre la vita religiosa richiede la sospensione della morale per trovare una vera realizzazione.

Indice

  1. La ricerca dell'eccezionalità
  2. Il passaggio alla vita etica
  3. La scelta della vita religiosa

La ricerca dell'eccezionalità

La vita estetica è il mondo luminoso della poesia, chi vuole vivere esteticamente cerca l’eccezionalità, chi vuole essere una persona eccezionale, cioè particolare, nutrirsi di piaceri sofisticati, insegue la bellezza. Dice Kierkegaard chi vive esteticamente vuole vivere in un mondo luminoso, un mondo in cui ogni attimo della propria esistenza abbia un suo significato particolare. La donna che è amata dall’esteta non è la donna qualsiasi, comune ma che si contraddistingue per una peculiarità, per carattere.

Il passaggio alla vita etica

Qual è il difetto però di questo modo di vivere? Noi passiamo da un’esperienza all’altra, possono anche essere tutte eccezionali dice Kierkegaard però alla fine l’io mancherà di un fondamento, perché cambia continuamente.

Dice Kierkegaard che quando subentra la disperazione l'io può decidere di cambiare la propria vita. Può scegliere dunque la vita etica.

trova la sua rappresentazione nella vita matrimoniale. Che cos’è la vita matrimoniale? L’uomo che si comporta eticamente sceglie per la stabilità, sceglie una donna e sceglie di provvedere alla famiglia, di lavorare. Quindi nel momento in cui l’uomo sente la necessità di una stabilità può scegliere questo tipo di vita: dedicarsi alla famiglia, a una donna, avere un lavoro. Anche qui può nascere l’angoscia e la disperazione.

L’uomo etico ala fine proprio per la sua eticità non può fare a meno di riconoscersi colpevole, di mancare nell’ideale.

Quindi la colpa in questo caso riguarda lo stato della propria finitudine, il fatto di essere mancante nella felicità, nell'incapacità di realizzare questa felicità anche sul piano etico.

La scelta della vita religiosa

Se questo stato di prostrazione diventa eccessivo, porta all’angoscia, alla disperazione, dice Kierkegaard si apre la possibilità di un’altra scelta: la vita religiosa.

La mondanità non ci assicura la felicità, ci porta sempre a delle rinunce: o rinunciamo alla nostra singolarità o alla nostra stabilità, nel mondo mondano siamo di fronte alla rinuncia.

L’unico che può assicurarci una pienezza di vita è Dio e ciò significa che l'uomo deve sospendere la morale.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della vita estetica secondo Kierkegaard?
  2. La vita estetica è descritta come un mondo luminoso in cui si cerca l'eccezionalità e la bellezza, con ogni attimo che ha un significato particolare. Tuttavia, questo modo di vivere può portare a una mancanza di fondamento nell'io, poiché si passa da un'esperienza all'altra senza stabilità.

  3. Come si rappresenta il passaggio dalla vita estetica a quella etica?
  4. Il passaggio avviene quando l'io, di fronte alla disperazione, decide di scegliere una vita etica, che si manifesta nella stabilità della vita matrimoniale, dove l'uomo si dedica alla famiglia e al lavoro, ma può comunque affrontare angoscia e colpa per la sua finitudine.

  5. Qual è la proposta di Kierkegaard per superare la disperazione?
  6. Kierkegaard suggerisce che, se la disperazione diventa eccessiva, si può optare per la vita religiosa, poiché solo Dio può garantire una pienezza di vita, richiedendo all'uomo di sospendere la morale e affrontare le rinunce della mondanità.

Domande e risposte

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