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Kierkegaard: opera aut aut

Nell’opera aut-aut mette in rapporto le scelte che un individuo si trova a fare, la sua opera si propone di diventare un’opera d’arte. La scelta lo porta alla disperazione che risulta essere alla fine funzionale, lo porta ad assumersi le sue responsabilità, la disperazione porta l’uomo estetico a scegliere veramente di fare un salto verso la vita etica, assume un carattere positivo perché è il segno che l’uomo ha deciso di affrontare la vita in modo esistenziale. Lo stadio etico è rappresentato dal giudice Guglielmo, la cui scelta prevede il lavoro, il dovere e la famiglia. La donna diventa l’emblema della felicità, della concretezza; questa condizione rappresenta un modello di vita borghese tipico dell’800. Nonostante l’appagamento di questo stadio, non risulta pienamente soddisfacente. Questo è il momento in cui l’uomo riconosce di essere un peccatore di fronte a Dio. Abramo venne sottoposto ad una scelta radicale, scelta che lo avrebbe portato ad andare contro la legge morale dell’uomo; è profondamente diverso dall’eroe tragico Agamennone che non deve compiere una scelta tragica, perché tutti conoscono le motivazioni. Abramo avrebbe dovuto scegliere tra Dio e la morale umana, il suo gesto sarebbe stato chiaro solo agli occhi di Dio, lo sceglie, seguendo una scelta razionale aldilà del buon senso. L’uomo è ciò che sceglie di essere.

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