Ominide 622 punti

Kierkegaard: angoscia e disperazione


Angoscia: è definita come la sconvolgente scoperta da parte dell’uomo della propria libertà di fronte alla scelta. È il risultato della relazione tra l’uomo ed il mondo che provoca una forte vertigine nell’uomo stesso .
Infatti, di fronte al mondo (ciò che apre l’uomo ad infinite possibilità) esso rimane sconvolto da vertigine perché ogni possibilità è possibile, che è però anche sinonimo di nulla è possibile.

L’infinita serie di possibilità è ciò che impone una scelta, che difficilmente permette di dire ciò che è giusto, scartando le scelte sbagliate.
La possibilità porta con sé tanto la sua realizzazione quanto la sua non realizzazione, con la consapevolezza che questa possibilità è onnipotente.
Questo ci appartiene in modo naturale ed è legato al fatto che siamo uomini, ci caratterizza in quanto esseri umani. Kierkegaard dice che se fossimo bestie, sceglieremmo con l’istinto.
Gli uomini non agiscono in modo determinato per l’istinto, non siamo neppure angeli e puri spiriti altrimenti avremmo la libertà assoluta e non condizionata dalla possibilità.
La disperazione è definita come quella dimensione che caratterizza il rapporto tra l’uomo e sè stesso, la propria interiorità.
Nel momento in cui l’uomo si guarda dentro, ha due possibilità: voler essere uomo oppure non volere essere se stesso, un essere umano.
In entrambi i casi, l’uomo deve scegliere tra possibilità che lo condizionano e che lo portano a vivere la disperazione perché essere uomo significa accettare di essere limitato, finito e peccatore mentre non essere uomo significa essere destinati a fallire in quanto non siamo nessuno.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email