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Le antinomie della ragione


Al mondo corrisponde la cosmologia razionale, anche questa basata su un'idea erronea: il mondo viene definito da questa come l'insieme di tutti i fenomeni possibili, tuttavia l'uomo non può conoscere la totalità dei fenomeni ma può sperimentarli solamente uno ad uno, pertanto l'intelletto si rivela impossibilitato a cogliere tutto il mondo. L'idea di mondo cade, dunque, al di fuori di ogni esperienza possibile, perché è impossibile conoscere tutti i singoli fenomeni del mondo: in questo, Kant si rivela un empirista.

In questo contesto, individua le antinomie della ragione, dei postulati sul mondo di cui non è possibile affermare né la certezza né l'impossibilità. Ogni antinomia è costituita da una tesi e un'antitesi tra loro opposte che nessuno può verificare:

1 Tesi: il mondo ha un cominciamento, secondo il tempo e lo spazio (dunque possiede un inizio e una fine)
1 Antitesi: il mondo è infinito, sia nel tempo sia nello spazio
2 Tesi: tutto nel mondo consta del semplice
2 Antitesi: non esiste nulla di semplice, tutto è complesso
3 Tesi: La causalità secondo le leggi della natura non è la sola da cui possono essere derivati tutti i fenomeni del mondo. È necessario ammettere per la spiegazione di essi anche una causalità per la libertà.
3 Antitesi: nel mondo non c'è nessuna libertà, ma tutto accade unicamente secondo leggi della natura.
4 Tesi: esiste un essere necessario che è causa del mondo
4 Antitesi: non esiste alcun essere necessario, né nel mondo né fuori dal mondo, che sia causa di esso.

Per la terza antinomia, va fatto presente che riguarda la differenza tra necessità e non necessità: secondo la tesi possono accadere delle cose anche se non ce n'è bisogno, l'antitesi, invece, ricalca la concezione del mondo di Spinoza.

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