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Kant

Che cos'è l'illuminismo?

L'illuminismo è l'uscita dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro.
Gli uomini rimangono il più delle volte nello stato di minorità per comodità, per esempio il prete dice non ragionate ma credete, l'impiegato, non ragionate ma pagate.
I “tutori” degli uomini, come i politici, ostacolano il passaggio alla maggiorità per controllare il popolo. L'unico modo per avere un atteggiamento illuministico è il pubblico uso della propria ragione, la protesta crea un'opinione pubblica, che è l'applicazione della pubblica ragione.
Traccia una definizione molto chiara di questo movimento culturale. La ragione ha il ruolo primario di “rischiarare” il mondo dal buio della superstizione.

In che cosa consiste lo stato di minorità? L'Illuminismo è l'uscita da questo stato, che indica l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Questo stato non dipende dalla mancanza di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto → infatti il motto dell'Illuminismo è Sapere Aude (abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza).
Per quali cause tanti uomini restano per tutta la loro vita “minorenni”? Le principali cause sono pigrizia e viltà. Per l'uomo è comodo rimanere minorenne, così che qualcun altro possa prendersi la noiosa occupazione di pensare per lui.
I “tutori” degli uomini ostacolano il loro passaggio alla maggiorità persuadendoli che sarebbe difficile e pericoloso. Questo pericolo in realtà non è così grande come gli fanno credere, perché al prezzo di qualche caduta, essi imparerebbero a camminare da soli.
Come si può attuare l'Illuminismo tra gli uomini? Solo attraverso la libertà, che significa fare pubblico uso della propria regione in tutti i campi.
Per Kant servono coraggio e risolutezza, non per andare contro alle regole e alle leggi, ma per usare criticamente la ragione. La libertà è il segno della dignità dell'uomo, è inviolabile e assoluta e gli permette di scegliere in cosa consiste la sua felicità. Ognuno può cercare la propria felicità, purché non limiti la libertà altrui.
Attualmente viviamo in un'età illuminata? Kant, riferendosi al suo tempo, risponde di no perché vi è una situazione di minorità e limitazioni della libertà (“non viviamo in un'età illuminata, ma nel secolo dell'Illuminismo”→ per età illuminata si intende la completa realizzazione dei principi illuministi).

Vita e opere

Immanuel Kant nacque il 22 aprile nel 1724 a konigsberg, nella Prussia orientale, dalla quale non si trasferì (padre sellaio muore durante l'università di Kant, madre muore quando Kant ha 13 anni). A livello religioso venne educato al pietismo (corrente del protestantesimo che prevedeva una vita morale e materiale rigida), studiò filosofia, matematica (studio scientifici+studi metafisici) e teologia.
Dopo gli studi universitari diventa precettore privato. Nel 1775 ottenne la libera docenza (dottore in filosofia), agli studenti bisognava fornire gli strumenti per fare filosofia in modo autonomo e libero, imparando a esercitare lo spirito critico in tutto.
Kant scrive la prima critica nel 1781, la critica della ragion pura, nel 1788 scrive critica della ragion pratica, che si occupa della morale, e nel 1790 scrive la critica del giudizio, che si occupa di estetica, del bello, dell'arte.
Muore nel 1804, preso da una debolezza senile che lo privò di quasi tutte le facoltà.

Criticismo tra empirismo e razionalismo

Kant appartiene alla corrente del criticismo, la critica è il mezzo e il metodo della filosofia; il criticismo si contrappone al dogmatismo. Il termine “criticare” per Kant, significa giudicare, distinguere, valutare, ovvero interrogarsi pragmaticamente e sistematicamente circa il fondamento della conoscenza e del sapere (obbiettivo filosofia). In modo da chiarire possibilità (condizioni esistenza), validità (cosa la rende valida), e i limiti (confini della validità).

La filosofia di Kant viene definita la filosofia del limite

Kant vuole individuare una conoscenza universale e necessaria basata sull'esperienza, valida per tutti, con criteri a priori; ovvero vuole conoscere i limiti e le possibilità della conoscenza delimitata dall'esperienza.
Riprende sia dal razionalismo che dall'empirismo, ai razionalisti critica il dogmatismo, in quanto non ti misuri nel campo dell'esperienza, agli empiristi critica il metodo fecondo ma privo di oggettività, non si individua nessun sapere sicuro.
Kant si spinge oltre all'illuminismo, proponendo la ragione come strumento e oggetto della filosofia.

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