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Ne La dialettica trascendentale Kant cerca di eguagliare Galileo Galilei e Newton non usando la fisica ma la metafisica poiché secondo lui la metafisica dovrebbe riuscire a rivelare le verità su Dio e sulla creazione dell’universo. Per fare ciò Kant cerca di comprendere quali siano i limiti della ragione umana. Nell’ estetica trascendentale viene esplorata la sfera della conoscenza sensibile che rende possibile tale conoscenza. Kant cerca in tutti i modi di spiegare la differenza tra trascendente, empirico e trascendentale e lo fa affermando che per trascendente s’intende tutto ciò che è intrinseco nell’essere umano, mentre per empirico s’intende tutto ciò che si riferisce all’esperienza sensibile e per trascendentale s’intende tutto ciò che serve a priori per produrre la conoscenza applicata all’esperienza sensibile. Possiamo definire Kant un idealista poiché pone l’intelletto umano dinanzi all’esperienza sensibile.

Attraverso l’analitica trascendentale cerca di proporre un’esperienza ed una conoscenza razionale e scientifica dei fenomeni naturali ed è proprio qui che Kant divide la sua critica in quattro gruppi ovvero quelli concernenti la qualità ovvero unità, pluralità e totalità; quelle riguardanti la realtà che sono negazione e limitazione; quelle riguardanti la relazione che sono causalità e azione reciproca e quelle riguardanti la modalità che sono possibilità e impossibilità, esistenza e non esistenza. Kant differenzia inoltre il pensiero in giudizi analitici e sintetici. I primi sono quelli in cui le verità sono universali e necessarie mentre i secondi sono quelli in cui pensieri arrivano tramite un’attenta analisi razionale legata alla conoscenza relativa al soggetto e all’esperienza.

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