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Dialettica

Dialettica, ossia sofistica, è chiamata da Kant l'attività della ragione che, oltrepassando l'esperienza, pretende di conoscere la metafisica (anima, universo, Dio) nel tentativo di unificare in un tutto armonico che le conoscenze parziali dell'intelletto, e , nella sua illusione, cade in ragionamenti contraddittori. Anche in questo grado di conoscenza l'aggettivo trascendentale significa che la ragione (la facoltà di cui si parla in questa ultima parte della Critica della ragion pura) opera mediante forme pure a priori (o idee): anima, universo Dio.
Scrive Kant nei "Prolegomeni ad ogni futura metafisica": "Quando noi consideriamo gli oggetti dei sensi come puri fenomeni, ammettiamo con questo nello stesso tempo che ad essi sta a fondamento una cosa in sé, quantunque noi non la conosciamo come è costituita in sé, ma ne conosciamo solo il fenomeno, ossia il modo con cui questo ignoto qualcosa impressiona in nostri sensi. L'intelletto quindi, per il fatto stesso che ammette i fenomeni, ammette che l'esistenza di cose in sé, e pertanto noi possiamo dire che la rappresentazione di questi esseri che stanno a fondamento dei fenomeni e cioè la rappresentazione di puri esseri intelligibili (noumeni) non solo è legittima, ma è inevitabile.

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