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La critica della ragion pura


La Critica della Ragion pura (Kritik der reinen Vernunft), opera cardine di Kant, venne pubblicata per la prima volta nel 1781 e la seconda edizione è del 1787. Lo scritto è un'analisi critica dei fondamenti del sapere che si articolava in scienza (matematica e fisica) e metafisica. La scienza è un sapere fondato e in continuo sviluppo (Newton e Galilei) mentre la metafisica, volendo procedere oltre l'esperienza è infondata.
Le domande a cui Kant in quest'opera vuole rispondere sono:
    Com'è possibile la matematica pura?
Com'è possibile la fisica pura?
    Com'è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?
Com'è possibile la metafisica come scienza?
Nel caso della metafisica, si tratta di scoprire se esistono condizioni tali da legittimare le sue pretese come scienza. Già nei Prolegomeni a ogni metafisica futura che voglia presentarsi come scienzadel 1783, Kant si poneva la domanda: <In generale, è possibile la metafisica?>

Kant parte dunque dall'analisi delle discipline che per natura sono scientifiche per trovare il fondamento della scientificità e verificare se anche la metafisica si fonda su questo.
Il punto di partenza della riflessione è lo scetticismo radicale di Hume che Kant non condivide ma al quale da merito di averlo svegliato <dal sonno dogmatico> provando che il principio di causalità (fondamento della conoscenza non ha base oggettiva ma è oggetto di credenza soggettiva derivata dall'abitudine.
Il filosofo vuole dunque dimostrare che la conoscenza umana può essere universale e necessaria ma al contempo feconda (ovvero che può accrescere)
citando il testo : <Benché ogni nostra conoscenza parta dall'esperienza, da ciò non segue che essa derivi interamente dall'esperienza. Potrebbe infatti avvenire che la nostra stessa conoscenza empirica sia un composto di quanto riceviamo tramite le impressioni e ciò che la nostra facoltà conoscitiva aggiunge>.
Da questa ipotesi, Kant prende il concetto di Giudizi sintetici a priori.
Ma cosa sono? Andiamo per gradi:
La scienza si basa su principi assoluti, verità universali e necessarie pur fondandosi sull'esperienza.

Kant denomina tali principi Giudizi sintetici a priori
Giudizi in quanto consistono nel connettere un predicato con un soggetto;
Sintetici poiché il predicato dice qualcosa di nuovo e in più rispetto al soggetto;
A prioriperché essendo necessari e universali, non possono derivare dall'esperienza.
I giudizi fondamentali della scienza non sono quindi:
Giudizi analitici a priori in quanto il predicato non fa altro che esplicitare quanto è già implicitamente contenuto nel soggetto e, pur essendo universali e necessari, non ampliano il precedente patrimonio conoscitivo. (Es. il triangolo ha tre lati.)
Giudizi sintetici a posteriori poichè, pur dicendo qualcosa di nuovo sul soggetto, non valgono universalmente ma solo in virtù dell'esperienza. (Es. il triangolo è blu)
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