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Concetti Chiave

  • Nella Critica del giudizio, Kant distingue tra giudizio determinante e giudizio riflettente, evidenziando quest'ultimo come oggetto di indagine filosofica.
  • Il giudizio riflettente si divide in estetico e teologico, con il giudizio estetico ulteriormente suddiviso in bello e sublime.
  • La bellezza è percepita attraverso il sentimento di armonia, mentre il sublime è legato all'infinito e può essere dinamico o matematico.
  • Il giudizio teologico si occupa della ricerca di una finalità nel mondo, suggerendo che ogni essere vivente ha uno scopo interno.
  • Kant propone l'idea di un finalismo universale che implica l'esistenza di un Dio creatore, sebbene questo rimanga una ragionevole speranza piuttosto che una certezza.

Nelle due Critiche precedenti (alla Ragion Pura e alla Ragion Pratica) il giudizio sintetico apriori veniva considerato come “determinante”.

Nella Critica del giudizio, il giudizio è “riflettente”, perché è oggetto di indagine filosofica.

Mentre nel giudizio determinante il particolare e l’universale sono dati, nel giudizio riflettente, il particolare, cioè l’esperienza, è data, ma l’universale lo trovo dentro di me, perché riguarda un’altra dimensione: il sentimento.

Qual è la divisione del giudizio riflettente?

Il giudizio riflettente si divide in:

- Estetico

- Teologico

Il Giudizio Estetico si divide in: bello e sublime.

Per spiegare il concetto di bello, facciamo un esempio: se mi trovo di fronte a un quadro, chi mi dice che è bello? La bellezza la sento attraverso il sentimento. Il bello è determinato da tutto ciò che è armonioso.

Il sublime invece, deriva dall’infinito e da ciò che mi sconvolge, infatti si divide in: dinamico e matematico.

- Matematico significa infinito, lo sento dentro di me come una cosa che mi proietta in una dimensione nuova (ad esempio il cielo stellato).

- Dinamico è ciò che mi sconvolge (ad esempio il mare agitato).

Giudizio teologico e finalismo

Il Giudizio Teologico, riguarda la ricerca di una finalità.

A tutto ciò che mi circonda posso trovare un fine interno, ad esempio: ogni essere vivente è costituito da organi che hanno il compito di mantenere in vita il corpo.

Il finalismo interno mi porta a pensare che esista un finalismo universale, perché mi porta a pensare che esista un Dio creatore, e che l’uomo, creatura perfetta, possa essere l’ultimo fine della creazione.

Non posso però averne una certezza, ma (sostiene Kant) una ragionevole speranza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la differenza principale tra il giudizio determinante e il giudizio riflettente?
  2. Il giudizio determinante considera il particolare e l’universale come dati, mentre il giudizio riflettente, oggetto di indagine filosofica, trova l’universale dentro di sé, legato al sentimento, mentre il particolare è dato dall’esperienza.

  3. Come si suddivide il giudizio riflettente secondo il testo?
  4. Il giudizio riflettente si divide in estetico e teologico. Il giudizio estetico si distingue ulteriormente in bello e sublime, mentre il giudizio teologico riguarda la ricerca di una finalità.

  5. Qual è il concetto di bello e sublime nel giudizio estetico?
  6. La bellezza è percepita attraverso il sentimento e si basa sull’armonia, mentre il sublime, che deriva dall’infinito, si divide in matematico (che evoca una nuova dimensione) e dinamico (che provoca sconvolgimento).

Domande e risposte

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