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Critica del giudizio

Kant afferma che la felicità quindi non è di questo mondo e la posticipa all’aldilà, ma una sorta di felicità l’uomo la può raggiungere attraverso il progresso scientifico, Kant ha questa concezione essendo comunque un illuminista ed essendo questo periodo storico pregno del progresso in tutti i campi. Vede appunto nel progresso umano la possibilità di migliorare il livello di vita dell’uomo. Però il progresso per essere tale deve essere anche di carattere etico e morale legato all’uomo stesso e non a un disegno divino, quindi l’uomo deve essere artefice del suo destino e non Dio. Kant scrive in uno degli ultimi testi “Per la pace perpetua” evidenziando questa dimensione del progresso dell’uomo che deve avere sempre a che fare con la sua dimensione materiale che lo lega alle cose terrene che condizionano l’uomo nelle sue scelte morali. Questo condizionamento succede perché nell’uomo c’è il peccato originale che nel linguaggio kantiano si traduce nella insocievolezza umana, che lo rende malvagio e lo porta a trasgredire la legge morale. Nell’uomo però, per fortuna c’è un’altra tendenza ch contrasta la prima ovvero “la socievolezza dell’uomo”. L’uomo quindi porta due parti: l’insocievolezza e la socievolezza. Quindi questa componente universale rende l’uomo socievole, portatore di un istinto primordiale volto al fine di stabilire una situazione pacifica ovvero la pace perpetua. Quindi sommariamente per sviluppare l’uomo c’è bisogno di far prevalere la socievolezza, possibile solo grazie all’educazione avvenuta e impartitagli sin dalla nascita, creando quindi un sistema educativo dove sia in rilievo la socievolezza. La pace perpetua rappresenta la socievolezza dell’uomo espressa oltre all’educazione ma come collaborazione degli stati, che si uniscono per realizzare il progresso morale indispensabile all’umanità. Quindi vengono chiamati per creare un rapporto di solidarietà e di pace. E diciamo che questa filosofia kantiana può essere vista come precursore degli organismi del 900’ come l’ONU il quale ha dettato le regole attuate dagl organismi che assicuravano la pace del mondo.

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