Ominide 3880 punti

La critica del giudizio: si divide in estetico e teleologico (teleos è il fine del giudizio con il quale l'uomo va ad indagare nella natura, cercando i fini che sono presenti in essa.) e rappresenta la capacità dell'uomo di fronte alla natura di esprimere un giudizio. Rappresenta l'ultima opera Kantiana dove emerge una nuova parte del filosofo che da illuminista diventa un precursore (ispiratore di movimenti nazionalisti) del romanticismo perchè va a gettonare tematiche che sono pregne della cultura romantica. Vi troviamo 2 temi in particolare: il sentimento (qualcosa di diametralmente opposto alla ragione, intelletto) e l'infinito mettendolo in rilievo privilegiando l'idealismo di alcune componenti che non saranno mai raggiungibili dall'uomo.
Nell'aspetto teleologico Kant va a capire la funzionalità dell'uomo vedendo i vari organi come finalizzati al buon funzionamento dell'apparato umano. Esso ì il giudizio della nostra mente di andare ad individuare nelle cose una finalità. Tutto questo è reso possibile grazie al principio della finalità, presente nella nostra scatola cranica fin dalla nascita, paragonato alle strutture a priori che non dipendono dall'esperienza che abbiamo fin dalla nascita. Il principio di finalità è a priori perchè è innato presente in noi fin dalla nascita e appena si va a contatto con la natura si riesce a vedere la sua finalità applicando il giudizio teleologico. Questo principio di finalità va non solo a vedere il fine nelle singole cose ma inoltre ci fa pensare a un idea metafisica, facendoci pensare a un mens superomnia, una mente superiore che abbia creato il tutto e verso cui tutto procede ovvero Dio, questo ordine finalistico è dettato dal sentimento che si avvale del principio di finalità. Questo giudizio inoltre ci fa pensare che la natura si fermi con l'avvento dell'uomo non avendo creature che ci possano superare in grandezza morale. La creatura umana sembra essere il fine ultimo della natura, perchè portatrice di 2 componenti: intelletto (dando leggi alla natura), e l'io che produce leggi morali (non più progresso). Le ultime parole kantiane riportate sulla sua tomba: "il cielo stellato sopra di me è la legge morale dentro di me", la grandezza dell'infinito è la dimensione preromantica dove l'uomo sembrerebbe piccolo, ma ciò che lo fa grande è proprio la sua grandezza morale che lo mobilita elevandolo al di sopra di ogni altra creatura dell'universo.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email