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Kant - Appercezione trascendentale e Immaginazione trascendentale


La soluzione alla deduzione è un principio unificatore a priori, un presupposto, chiamato io penso o appercezione trascendentale: una “struttura trascendentale (principio unificatore) che deve accompagnare tutte le mie rappresentazioni”, come superiore a sensibilità e intelletto, un principio sintetico che unifica le rappresentazioni della sensibilità con quelle dell’intelletto e può essere definito “unione legislatrice” che lavora per tenere insieme tutto e fa sì che le conoscenze non rimangano irrelate tra loro. Questo può essere identificato nella coscienza, e se non fosse presente, non permetterebbe di superare razionalismo e empirismo. Il fatto che i concetti abbiano una reale pertinenza rispetto alla realtà, che fa sì che i concetti corrispondano a dei dati empirici, è l’io penso, che cancella la cesura tra questi. Altrimenti, si darebbe la rappresentazione di qualcosa che non può essere pensato, e dunque questa sarebbe nulla o impossibile.
Parlando di rivoluzione copernicana, l’io penso può essere definito come legislatore della natura e di tutte le sue manifestazioni: non è infatti l’intelletto a “piegarsi” ai dati sensibili o a qualsiasi manifestazione della natura, ma l’io penso (intelletto) è il soggetto. Questo egocentrismo, va ricordato, non è nei confronti del suo intelletto come singolo ma in quanto uomo. Il fatto che il punto di riferimento sia sempre io è una forma di garanzia, perché la mia conoscenza si innesta sempre su di me, e se io non ci sono la conoscenza non si innesta (io vedo che il tavolo è verde, non qualcun altro, se non vedo il tavolo non posso sapere com’è).
Il fatto di parlare di soggettività per tutti gli esseri umani, paradossalmente, significa che tutto funziona allo stesso modo, anche per i pazzi: nonostante le loro percezioni possano essere alterate, lui non pensa alla veridicità di queste, ma al loro processo conoscitivo.
L’io penso è un’intuizione e dunque qualcosa di spontaneo, che non si innesca, a priori e paradossalmente ancora precedente a spazio e tempo, perché sono io che do inizio alla mia conoscenza. E’ il presupposto di ogni pensiero e conoscenza.
Un’altra facoltà che Kant presenta nella critica dei giudizi è una via di mezzo tra la sensibilità e l’intelletto, che permette di passare gradualmente da una materia all’altra, in quanto sono completamente eterogenee: è l’immaginazione trascendentale, che inizia a predisporre i dati sensibili per l’intelletto attraverso una serie di schemi, delle vie di mezzo tra spazio e tempo e categorie. Per questo motivo si parla di schematismo trascendentale.
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