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Lo schematismo trascendentale: Kant formula l’ipotesi che esista; tra la sensibilità e l’intelletto, una funzione intermedia: è un tipo di attività inconscia, che egli chiama immaginazione trascendentale, la quale predispone i dati sensibili attraverso una serie di schemi in modo da potervi, poi applicare le categorie dell’intelletto. Grazie ad essi, i dati del’esperienza possono essere “sussunti” ai concetti puri. Il tramite costitutivo di ogni schema è il tempo. Per rendere applicabile la categoria della sostanza ad un insieme di rappresentazioni sensibili interviene lo schema della permanenza nel tempo. Analogamente, la successione del molteplice nel tempo è lo schema della categoria di causalità, la simultaneità è lo schema della categoria della reciprocità.
Fenomeno e noumeno: Per Kant gli oggetti della nostra conoscenza sono fenomeni, ossia sono cose ed eventi così come appaiono a noi, come vengono intuiti e pensati. Dunque noi conosciamo solo i fenomeni, mentre nulla possiamo sapere e affermare delle cose in se stesse. Il concetto di “cosa in se” indica un limite costitutivo della nostra conoscenza. Qualcosa che è solo pensabile, che è dunque un noumeno, ma non è di per se “conoscibile”: Io posso affermare che “dietro” i fenomeni vi è qualcosa cui essi rimandano, ma non posso conoscere questo qualcosa poiché non ho gli strumenti per farlo.

Le idee trascendentali: La nozione di “cosa in se” indica ciò che è al di la del fenomeno, al di la di ogni esperienza possibile, di cui pertanto non possiamo averne conoscenza. Il mondo fenomenico di cui abbiamo esperienza costituisce un’invalicabile frontiera della conoscenza e quando tentiamo di superarla ci addentriamo nel campo della metafisica, restando impigliati in mille contraddizioni. La metafisica, infatti, è per Kant una disposizione naturale della ragione umana. Nella critica della ragion pura Kant distingue, oltre alla sensibilità e allintelletto una terza facoltà, la ragione. Qui il termine “ragione” non indica più la facoltà della conoscenza in generale, ma una facoltà distinta dalla sensibilità e dall’intelletto che si avvale di idee trascendentali, cioè di concetti non riferibili a oggetti di un’esperienza possibile. Mediante le idee trascendentali si crede di poter abbracciare il mondo dell’esperienza come una “compiuta e perfetta totalità”:
• Con l’idea dell’anima si pensa la totalità compiuta dalla soggettività
• Con l’idea del mondo viene pensata la totalità compiuta dalla realtà esteriore.
• Con l’idea di Dio si pensa la totalità e il fondamento di tutto ciò che è.
La metafisica cerca di cogliere queste totalità, attraverso la psicologia razionale, la cosmologia razionale e la teologia razionale, considerate “scienze”. Nella Dialettica trascendentale Kant critica la ragione. Egli usa il termine “dialettica” in senso negativo. Dal punto di vista della filosofia trascendentale, la metafisica può essere concepita come il prodotto dell’errore della ragione, quindi essa pretende di applicare le categorie dell’intelletto al di la di ogni esperienza possibile.

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