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Il processo percettivo

Nel processo intuitivo delle percezioni Kant distingue due momenti: uno passivo e un attivo.
PASSIVO = elemento imprescindibile di ogni percezione è la sensazione, cioè la capacità dell’oggetto di modificare il soggetto. Essa presuppone nel soggetto stesso l’attitudine a lasciarsi modificare dall’oggetto: questa è la sensibilità, la prima delle facoltà conoscitive. la sensazione fornisce solo la materia della percezione ma non i criteri per organizzare la forma. Pertanto la sensazione è solo il momento puramente passivo del processo in cui il soggetto si limita ad assumere dati senza organizzarli.
ATTIVO = le forme sono a priori nel soggetto e sono lo spazio e il tempo (alla base di ogni visione scientifica del mondo) novità →non esistono come enti reali non appartengono al soggetto. secondo kant, le intuizioni sensibili (o empiriche) sono rese possibili da un particolare tipo di intuizione preesistente, ovvero l'intuizione pura dello spazio e del tempo. infatti, percepire vuol dire spazializzare e temporalizzare i dati provenienti dalla sensazione (esperienza). il risultato (l’oggetto) della strutturazione spazio-temporale prende il nome di intuizione empirica e costituisce il risultato del processo percettivo.Quindi, spazio e tempo costituiscono la forma dei fenomeni percepiti e rappresentano il momento attivo in cui interviene il soggetto. Le sensazioni, invece, costituiscono la materia, e rappresentano il momento passivo, cioè quando il soggetto è bersagliato passivamente dalle stesse. Lo spazio e il tempo fanno parte dello spirito, della sensibilità umana e la loro assenza non consentirebbe alcuna percezione degli oggetti. In particolare si chiama spazio la forma del senso esterno mentre tempo la forma del senso interno

•SPAZIO = (la forma del senso esterno) costituisce la possibilità di percepire gli oggetti esterni secondo la forma, la grandezza e la reciproca posizione. Il primo intervento che operiamo sul dato esterno è di spazializzarlo.
ES.: l’automobile in corsa; prima di essere percepita in movimento è percepita in quanto occupante spazio.

•IL TEMPO = è la forma del senso interno, poiché per mezzo di esso si possono percepirei dati già spazializzati nel loro succedersi temporale. La temporalizzazione si esercita su dati che sono già interiorizzati perché spazializzati preventivamente.

ES.: l’automobile in corsa: non si coglie direttamente il movimento dell’automobile poiché si percepiscono le diverse posizioni assunte nello spazio.
Pertanto il tempo è la forma universale dell’esperienza in quanto è solo con il tempo (il senso interno) che i dati giungono spazializzati dal senso esterno. Per cui anche se ogni cosa non è nello spazio (come i sentimenti) ogni cosa è comunque nel tempo poiché tutti gli oggetti dei sensi cadono nel tempo. Kant esprime la fondazione teoretica del carattere aprioristico (che non deriva dall’esperienza) e trascendentale dello spazio e del tempo (forme della sensibilità).

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