L'Illuminismo è una presa di coscienza della propria ragione e grazie all'Enciclopedia ci si rende conto che per dominare la ragione bisogna essere in molti. Inoltre in questo periodo vi è l'ascesa della borghesia e nascono molte scienze politiche ed economiche. Con la fondazione delle nuove colonie in America e con l'aumento del commercio vi è l'ascesa della borghesia (i mercanti diventano imprenditori) e un boom economico dovuto alla Rivoluzione industriale. Tre filosofi furono importanti in questo periodo: David Luhme, Jean-Jacques Rousseau e Immanuel Kant.

Hume

David Luhme nacque a Edimburgo nel 1711 in una nobile famiglia, così frequentò l'Università di Edimburgo nella facoltà di giurisprudenza diventando poi un ottimo avvocato a Bristol. Nel 1763 divenne segretario dell'ambasciatore inglese dove conobbe Rousseau e il barone d'Holbach. Lui fu sostenitore dell'empirismo secondo il quale la base della conoscenza non è la razionalità ma la sensibilità. Infatti dice: "se gli uomini avessero solo la ragione, su che cosa ragionerebbero?". La mente per lui è come un foglio bianco e grazie agli input esterni si segna qualcosa sul foglio=è una sensazione. In base all'esperienza si percepisce qualcosa; queste percezioni sono di 2 tipi:

-le impressioni che sono immediate e che rimangono impresse e si trasformano in idee;
-le idee che restano nella mente e si correlano fra loro grazie alla ragione.

Rousseau

Jean-Jacques Rousseau nacque a Ginevra nel 1712 in un'umile famiglia calvinista e a 13 anni divenne apprendista presso un incisore perché suo padre era orologiaio. Ma Jacques presto abbandonò questo mestiere e si recó a Torino in un ospizio oer catecumeni dove divenne cattolico e abbandonò così la sua fede calvinista. Continuó a vagabondare fino a quando divenne segretario dell'ambasciatore francese entrando così in contatto con i filosofi Diderot e Voltaire. La sua visione della realtà è divisa fra il pessimismo storico e l'ottimismo antropologico perché sa che l'uomo nasce buono e viene corrotto dalla società. Per questo nelle sue opere cerca il modello di una società felice nella quale gli uomini devono essere inseriti solo dopo un'ottima formazione di benessere: né è l'esempio "L'Emilio" che parla di Emilio (un ragazzo di ottima famiglia ma che vive in campagna) che viene educato da alcuni insegnanti che lo devono aiutare a inserirsi nella società. Per questo Rousseau sosteneva il bisogno di un contratto sociale fra gli uomini basato sul ritorno alla società primitiva che era fondata sui principi di felicità e uguaglianza.

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