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Concetti Chiave

  • L'eclettismo è un fenomeno antico che si manifesta nella capacità di attingere a una vasta gamma di forme artistiche, filosofiche e letterarie, riflettendo la varietà dell'esperienza umana.
  • L'eclettismo, a differenza del sincretismo, richiede una ricca varietà di interessi e non si limita a un semplice assemblaggio di elementi da tradizioni diverse.
  • Herder ha introdotto una visione panoramica della cultura universale, consentendo un accesso libero a un repertorio globale di forme e tradizioni.
  • La globalizzazione è vista come un bazar estetico che celebra la varietà delle forme umane, enfatizzando l'esperienza eclettica piuttosto che il contenuto specifico.
  • La "rotazione delle culture" suggerisce che l'esperienza estetica richiede varietà e diversità, piuttosto che un'attaccamento monotono a un'unica forma.

Indice

  1. Che cos'è l'eclettismo nella sfera estetica?
  2. Eclettismo e sincretismo
  3. Herder e la visione panoramica
  4. Globalizzazione e bazar estetico
  5. Rotazione delle culture e varietà

Che cos'è l'eclettismo nella sfera estetica?

Un ingrediente essenziale della sfera estetica moderna è certamente la sua configurazione eclettica. L’eclettismo è un fenomeno molto antico, definibile come la predisposizione a passare da una cosa all’altra, ad accumulare esperienze diverse, che nasce in età ellenistica con la figura del filosofo, o del letterato, eclettico; le grandi scuole di pensiero tardo-antiche avevano a disposizione una tavolozza di forme filosofiche, letterarie, artistiche ormai molto vasta, un repertorio al quale diventa facile attingere scegliendo con una certa disinvoltura.

Eclettismo e sincretismo

L’eclettismo è, per un verso, un atteggiamento soggettivo, per un altro presuppone una situazione oggettiva di varietà molto ricca. La forma corrispondente all’eclettismo religioso è il sincretismo, quando si assemblano elementi di tradizioni diverse (la forma simbolica, direbbe Cassirer, è eclettica). Per la prima volta nella storia delle forme artistiche, l’architetto ottocentesco “gioca” con diversi stili, attraverso l’introduzione di elementi appartenenti a diverse tradizioni: questa forma di eclettismo non è un fenomeno di revival (categoria storico-artistica che recupera, riattiva, riporta in auge una forma, un determinato stile; neoclassicismo→il rivivere del classico), in quanto all’eclettismo non basta un interesse, deve bensì disporre di una varietà di interessi. Presi singolarmente, i vari revival dell’architettura ottocentesca (gotico, romanico, etc.) non sono qualcosa di essenzialmente diverso dal neoclassicismo (Canova, Schinkel).

Herder e la visione panoramica

Herder è il primo autore dell’età moderna a concepire una visione panoramica della cultura universale, cioè di quel grande repertorio di forme (religiose, letterarie, filosofiche, mitologiche, artistiche) a cui attingere in piena libertà; in un passo del Giornale di viaggio (1769) egli cerca di toccare con mano l’ebbrezza della novità, quale sensazione di imminente scoperta. In un preciso momento Herder realizza di poter attingere a tutte le culture, pensiero sostenuto da un estremo entusiasmo; come se, per la prima volta, l’Europa appare a se stessa come la coscienza del mondo, un panottico , ossia il luogo in cui la totalità delle culture, delle forme e delle tradizioni può essere panoramicamente abbracciata.

Globalizzazione e bazar estetico

Forse, quella di Herder è la prima intuizione di quella prospettiva che oggi è stata definita globalizzazione, fenomeno certamente anche culturale ed estetico (esaltato dai media); da un punto di vista estetico la globalizzazione tende a proporre la varietà delle forme umane in una specie di bazar eclettico (→Schlegel). Il bazar estetico che Herder scopre con meraviglia durante il suo viaggio contiene forme che in parte sono artistiche in senso proprio (museo), in parte lo sono in senso improprio ed in parte non lo sono affatto; quello che conta non è quindi l’artisticità delle forme in questione, quanto la forma eclettica, cioè l’esperienza della varietà-come-varietà, prescindendo dal contenuto specifico: l’eclettismo, nella sua accezione più generale, come ingrediente essenziale della sfera estetica, è l’esperienza della varietà-come-varietà.

Rotazione delle culture e varietà

Frequentare assiduamente un’unica forma non è una vera esperienza estetica, l’esteticità presuppone quella che Kierkegaard chiama “rotazione delle culture”, una metafora agraria che si riferisce al modo estetico in cui conviene rapportarsi alle cose in generale; tale metafora suggerisce il primato della varietà sulla monotonia di una frequentazione assidua e fedele, ma noiosa, di un’unica forma. Una rotazione che ha la sua forma simbolica nel museo, cioè nella collezione, oppure nel ritmo spezzato delle immagini pubblicitarie, televisive, in tutte quelle forme che privilegiano la pura apparenza e che in questo senso vanno “degustate”, atto che si giustifica a partire dalla facilità con cui si accede a queste forme e si passa da una all’altra. A questo punto, è possibile definire la dimensione della sfera estetica come la fruizione della varietà in quanto varietà e perciò in quanto apparenza.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato dell'eclettismo nella sfera estetica moderna?
  2. L'eclettismo è un fenomeno antico che rappresenta la predisposizione a accumulare esperienze diverse, caratterizzando la sfera estetica moderna con una varietà di forme filosofiche, letterarie e artistiche da cui attingere liberamente.

  3. In che modo l'eclettismo si differenzia dal sincretismo?
  4. L'eclettismo è un atteggiamento soggettivo che richiede una situazione oggettiva di varietà, mentre il sincretismo, applicato all'ambito religioso, implica l'assemblaggio di elementi di tradizioni diverse, come evidenziato nel contesto artistico.

  5. Qual è la visione di Herder riguardo alla cultura universale?
  6. Herder concepisce una visione panoramica della cultura universale, permettendo di attingere liberamente a un vasto repertorio di forme culturali, rappresentando l'Europa come la coscienza del mondo e un luogo in cui tutte le culture possono essere abbracciate.

  7. Come si collega la globalizzazione all'eclettismo estetico?
  8. La globalizzazione, vista come un fenomeno culturale ed estetico, propone una varietà di forme umane in un "bazar eclettico", dove l'importanza risiede nell'esperienza della varietà, piuttosto che nell'artisticità specifica delle forme.

  9. Cosa implica la "rotazione delle culture" secondo Kierkegaard?
  10. La "rotazione delle culture" suggerisce che l'esteticità richiede varietà e non una frequentazione assidua di un'unica forma, evidenziando l'importanza della diversità nell'esperienza estetica, simboleggiata da musei e immagini pubblicitarie.

Domande e risposte

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