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Telesio

I maggiori filosofi rinascimentali sono Campanella, Bruno e Telesio, che analizziamo soltanto per quel che riguarda la vita morale: Telesio osserva l’uomo e soprattutto la sua componente naturale, ossia la tendenza innate nell’uomo a seguire la natura, già identificata da Aristotele con l’istinto, che accomuna uomini e animali. Telesio parla in seguito anche del principio di autoconservazione, cioè la tendenza innata nell’uomo a seguire quella che è la naturalità, ossia l’istinto sempre per seguire il piacere ed evitare il dolore. Telesio è comunque consapevole che l’uomo non è guidato soltanto dall’istinto: infatti il ragionamento filosofico di Telesio mal si concilia con quelli che erano i dettami imposti dalla chiesa cattolica dell’epoca, la quale affermava che l’uomo era libero o meno di accettare la salvezza. Egli allora introduce il concetto di mens superaddita, ossia proveniente da sopra (Dio), che è una specie di coscienza dell’uomo grazie alla quale egli può decidere o meno di compiere un’azione. Nella realtà vi sono quindi due principi: l’istinto e la mens superaddita che sono entrambi a disposizione dell’uomo ma Telesio comunque fa capire, non esplicitamente, che vi è una spaccatura tra questi due principi, una distinzione già visibile in Scoto, in base alla quale l’uomo tende sì sempre verso il bene ma anche solo grazie all’istinto. Proprio perché la chiesa affermava che bisognava seguire Dio vi è un allontanamento della figura di Dio che viene contrapposto all’uomo.

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