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Il 1700 è definito "secolo della ragione" in quanto fu il secolo in cui i filosofi chiamati illuministi iniziarono ad uscire dal buio dell'ignoranza e della superstizione, in cui erano stati costretti a credere dalle autorità: religiosa e politica. Il filosofo concepiva la libera riflessione come l'unico strumento adatto per la comprensione della specie umana.
Gli illuministi, quindi, si proposero come obiettivo quello di scoprire la verità e di comunicarla al maggior numero di persone. Le idee degli illuministi furono diffuse in molti paesi europei dalla massoneria, che era una società segreta di muratori.
Il più importante frutto della loro attività culturale è considerata l’Encyclopédie. Un’opera di 28 volumi, coordinata da D’Alembert e Diderot. L’Encyclopédie dedicò ampio spazio anche alla scienza e alla tecnica, infatti uno dei due autori dell’Encyclopédie, D’Alembert, era un fisico; l’altro Diderot, era uno scrittore e uno scienziato. Diderot introdusse il concetto di trasformazione nelle scienze naturali.

Gli illuministi, inoltre, ebbero un atteggiamento critico verso la religione; essi si battevano per una visione del mondo fondata sulla tolleranza e sulla pace. Però, alcuni illuministi erano atei, altri deisti, ovvero credevano in Dio ma non che si fosse rivelati agli uomini.

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