Thomas Hobbes - Il pensiero filosofico

Thomas Hobbes è nato a Malmesbury, in Inghilterra, nel 1588. Ha studiato filosofia e logica a Oxford. Ha viaggiato molto in Europa e ha partecipato alle lotte politiche che hanno sconvolto l'Inghilterra del suo tempo. In seguito alla caduta della monarchia (1640) si è trasferito in Francia, dove è stato precettore del futuro re Carlo II Stuart. Restaurata la monarchia è tornato in Inghilterra. È morto nel 1679.
Per Hobbes la filosofia è lo studio dei corpi naturali (tra questi è compreso anche l'uomo) e artificiali (lo stato). Le cose naturali sono prodotte da Dio e gli uomini non ne conoscono le cause quindi si può risalire alle cause solo attraverso gli effetti mentre, la vera conoscenza scientifica si può ottenere solo per gli oggetti creati dall’uomo.
La RAGIONE UMANA è la capacità di prevedere e progettare la propria condotta ed i mezzi per raggiungere i proprio fini. Questa capacità presuppone il linguaggio, espressione verbale dei concetti delle cose che si pensano. Rappresenta un insieme di segni con cui cataloghiamo le nostre esperienze per conservarle nella memoria e per comunicarle ad altri. Il linguaggio è alla base del ragionamento che è sempre un calcolo, cioè addizione e sottrazione di concetti (uomo=corpo + animato + razionale; animale= corpo + animale – razionale). Hobbes, infatti, concepisce la razionalità come una sorta di calcolo: la mente sarebbe analoga a una macchina capace di operare sulle parole tramite operazioni aritmetiche. (questo succede con matematica, etica e politica). Quando si parla di oggetti non generabili (Dio, angeli, cose incorporee) non si può usare la ragione, infatti essa può essere utilizzata solo quando si parla di oggetti generabili. Questo è il Materialismo di Hobbes che si divide in:

• MATERIALISMO MECCANICISTICO: Secondo lui la parola “incorporeo” non ha significato per l’uomo, anche quando è riferita a Dio non esprime un suo attributo ma intende onorarlo con un attributo onorifico distinguendolo dalla grossolanità della natura (arriva ad affermare che dire che Dio è incorporeo equivale a dire che non esiste). Quindi neanche lo spirito umano è incorporeo e le sensazioni sono l’immagine apparente, prodotta dai nostri sensi, dell’oggetto corporeo. Oggetti, sensazioni e immaginazione sono movimenti, l’anima umana è materiale e idee e sentimenti sono movimenti prodotti dai movimenti dei corpi esterni. Il corpo è l’unica realtà, l’unica sostanza che esita realmente in se stessa ed il movimento è l’unico principio di spiegazione di tutti i fenomeni naturali perché ad esso si riducono i concetti di causa, forza e azione. Poiché esistono corpi naturali e corpi artificiali, la filosofia si divide in “Filosofia naturale” (oggetti= corpi naturali), “Filosofia civile” (oggetti=corpi artificiali cioè le società umane. Si divide in civile che tratta i doveri civili e etica che tratta emozioni, bisogni e costumi) e “Filosofia prima” (chiarisce gli attributi fondamentali di tutti i corpi ed i concetti di causa, effetto, potenza e atto, identità e diversità, quantità, ecc.).
• MATERIALISMO ETICO: Le valutazioni teoriche (vero e falso) sono convenzionali; quelle morali (bene e male) sono puramente soggettive, non c’è una norma che aiuti a distinguere assolutamente bene e male. Il bene è ciò che si desidera, il male ciò che si odia. Visto che l’uomo non raggiunge mai uno stato definitivo di tranquillità, non si può parlare di sommo bene o sommo male o di un fine ultimo nella vita umana perché dopo il fine ultimo non si dovrebbe più desiderare altro. Visto che per Hobbes la libertà è l’assenza di tutti gli impedimenti all’azione, nella vita umana non c’è posto per la libertà. La libertà diventa così “libertà d’azione” perché dipende da qualcosa di necessario.
Gli interessi principali di Hobbes sono politici: la sua filosofia, infatti, è maturata nel contesto della guerra civile inglese degli anni 40 del Seicento Secondo Hobbes nello stato assoluto Dio non esiste perché il potere non deriva dall' alto , ma dal basso : gli uomini guidati dalla loro ragione decidono di associarsi e di rinunciare a porzioni della propria libertà in favore di un' istanza superiore ( il sovrano. Hobbes ritiene di dover fondare la politica su una base fisico – matematica.)
POLITICA per Hobbes
CONDIZIONE PRESOCIALE E DIRITTO DI NATURA: Hobbes ha costruito la sua politica su principi necessari, analogamente alla geometria, cioè fondandola su pochi principi. Sono 2 i postulati della natura umana dai quali discende la scienza politica: bramosia naturale (per cui ognuno pretende di godere da solo dei beni comuni); ragione naturale (per cui ognuno sfugge alla morte violenta come al peggiore dei mali naturali). Hobbes nega l’esistenza di un amore naturale dell’uomo per il suo simile e quindi per lui ogni associazione di uomini nasce dal bisogno reciproco. L’origine delle più grandi e durature società è il timore, sentimento che nasce dall’uguaglianza degli uomini e quindi dal fatto che hanno tutti le stesse ambizioni, e dal fatto che ci si tende a danneggiare a vicenda. Il diritto di tutti su tutto (perché sono tutti uguali) e la voglia di nuocersi a vicenda portano ad una guerra incessante di tutti contro tutti. Ognuno ha diritto su tutto, compreso la vita altrui. Ciascuno può cioè fare ciò che desidera per procurarsi ciò che gli serve : si potrà allora rubare e uccidere per sopravvivere e , proprio perché finalizzato all' autoconservazione , questo sarà un bene .Questo istinto naturale non è contrario alla ragione perché non è contrario alla ragione fare di tutto per sopravvivere. Gli uomini , proprio perché dotati di ragione , sono in grado di stabilire che cosa é più utile per la loro sopravvivenza gli uomini ragionano sull' autoconservazione al di là del presente e quest' esigenza fa nascere lo Stato civile. Prima , spiega Hobbes , nello stato di natura vigeva una situazione in cui ciascuno aveva diritto su ogni cosa : oggi ciascuno di noi ha diritto non su tutto , ma su qualcosa perché così sanciscono le leggi in vigore nello Stato : é il diritto di proprietà
RAGIONE CALCOLATRICE E LEGGE NATURALE: Questa guerra universale non può realizzarsi e stabilizzarsi in modo totale altrimenti ci sarebbe la distruzione totale del genere umano. Se l’uomo fosse privo di ragione la condizione di guerra sarebbe insormontabile e ci sarebbe la distruzione della specie. La ragione naturale suggerisce all’uomo il principio generale da cui discendono le leggi naturali del vivere civile (questo principio è il fondamento della legge naturale). Per Hobbes la legge naturale è un prodotto della ragione umana. Le norme fondamentali della legge naturale sono dirette a sottrarre l’uomo agli istinti e a imporgli una disciplina.
LO STATO E L’ASSOLUTISMO: L’atto che segna il passaggio da stato di natura a stato civile è la stipulazione di un contratto con cui gli uomini rinunciano al diritto illimitato dello stato di natura e lo trasferiscono ad altri, trasferimento indispensabile affinché sia garantita la difesa per tutti (possibile solo se tutti si sottomettono ad un unico uomo o assemblea). Quando avviene questo trasferimento nasce lo Stato o Società civile. La teoria di Hobbes risulta essere una forma di assolutismo politico, perché:
1. Insiste sulla irreversibilità e unilateralità del patto fondamentale (i cittadini una volta fondato lo Stato non lo possono sciogliere);
2. Sul potere sovrano come indivisibile;
3. Sull’appartenenza allo Stato del giudizio su bene e male (se la scelta fosse libero arbitrio dei cittadini lo Stato si dissolverebbe);
4. La sovranità ha la prerogativa di esigere obbedienza;
5. La sovranità esige che si escluda il tirannicidio.
Hobbes nega che lo Stato (o sovrano) sia soggetto alle leggi dello Stato. Lo Stato non può decidere tutto per i cittadini, ma essi devono necessariamente seguire le regole imposte dallo Stato. Quando il sovrano fa qualcosa é come se lo stesse facendo il suddito che gli ha affidato il potere di sua iniziativa . Ribellarsi é una contraddizione. Lo Stato è sempre libero perché non ha obblighi. Lo Stato é un vero e proprio Dio sulla terra; è l’anima della comunità, é quella realtà dalla quale , subito dopo Dio , ci si devono aspettare i beni maggiori. Lo Stato può anche essere terribile ma questo non implica che debba essere evitato perché é l' unico mezzo per non piombare nello stato di natura , dove vige il diritto del più forte.

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