Ominide 850 punti
Questo appunto contiene un allegato
Hegel, Georg Wilhelm - Vita ed opere scaricato 3 volte

HEGEL


PANORAMICA


Hegel è un contemporaneo di Kant; vive tra la fine del settecento e gli inizi dell’ottocento, un periodo caratterizzato da grandi avvenimenti storici, come la Rivoluzione Francese; nasce nel 1770, muore nel 1831.
Hegel si pone sulla scia di Kant, di Fichte, di Shelling, e dei suoi contemporanei; però la sua figura è originale, perché avrà una linea che in parte si opporrà e in parte criticherà i filosofi contemporanei. In particolare, si opporrà al ‘’cattivo io’’ di Fichte. [In Hegel non vi sono ideali, come l’IO PURO di Fichte, qualcosa a cui si tende ma che non si raggiunge; Hegel guarda al mondo umano e storico, ritenendo che la filosofia deve comprendere ciò che è già accaduto].
Hegel ha percepito la Filosofia come quell’attività volta a comprendere la logica interna degli eventi, cioè, volta a giustificare Razionalmente tutto ciò che accade.
Quindi, il più grande obbiettivo di Hegel è quello di spiegare razionalmente la realtà.
Hegel, per Realtà, intende il MONDO UMANO E STORICO, ovvero, la Realtà rappresenta le MANIFESTAZIONI DELLO SPIRITO UMANO, e lo spirito per Hegel è l’attività dell’uomo, e quindi, ciò che l’uomo ha creato nelle varie epoche, come la cultura, i valori, le istituzioni.
La Filosofia ha anche una funzione giustificatrice della storia, che secondo Hegel è la progressiva realizzazione dello spirito, ovvero, la manifestazione dello spirito nelle varie epoche attraverso i suoi prodotti.
La Storia secondo Hegel è un processo, è un cammino, in cui la tappa seguente è il superamento di quella precedente.
Hegel ha una concezione Dialettica della Storia, ciò vuol dire, che per garantire il progresso è necessaria l’esistenza di alcuni ostacoli che devono essere superati.
Hegel sostiene che la filosofia è l’interpretazione del proprio tempo col pensiero, cioè, Hegel considerava la sua epoca la massima realizzazione di tutto ciò che poteva esistere, e lui stesso si riconosceva come il più grande filosofo.

I CARDINI DELLA FILOSOFIA HEGELIANA


Hegel si pone un grande obbiettivo che è quello di giustificare razionalmente la realtà, che di se per sé è razionale, attraverso quelli che sono i tre cardini della sua filosofia:
A. La convinzione della razionalità del reale, cioè, tutto il reale è razionale.
B. L’idea che la verità coincide con l’intero.
C. La concezione dialettica dell’essere e del pensiero.
A. La convinzione della razionalità del reale è espressa nel famoso aforisma: ‘’Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale’’. Ciò vuol dire che la realtà è razionale nella misura in cui tutti gli eventi hanno una propria ragion d’essere [una propria logica interna], cioè, tutto ciò che accade, accade perché deve accadere.

Il compito della Filosofia è proprio quello di comprendere la logica interna degli eventi, per svelare la razionalità del reale.
La Filosofia è considerata da Hegel come la Nottola di Minerva, l’uccello sacro che iniziava la sua attività al tramonto; ciò vuol dire che la Filosofia, come la nottola, deve comprendere e giustificare gli eventi dopo che sono accaduti [questa concezione verrà criticata dagli anti-idealisti, in particolare da Schopenhauer].
B. Secondo Hegel la realtà coincide con l’intero, cioè, per raggiungere la verità non bisogna fermarsi alle determinazioni particolari, ma bisogna considerare il tutto.
Infatti, nel processo triadico, considerando il tutto, si arriva alla sintesi che risulta essere la considerazione globale della cosa in sé.
C. Secondo Hegel esiste un processo dialettico, cioè, la realtà secondo Hegel, procede in modo dialettico, ovvero, superando degli ostacoli. Quindi, il processo dialettico consiste nell’esistenza di un qualcosa che si pone come ostacolo, e che deve essere superato per poter andare avanti, per garantire il progresso.
Il processo dialettico è un processo in cui ciò che viene dopo, ciò che è successivo al superamento di un ostacolo, è il miglioramento della condizione precedente.

Quindi, questo processo dialettico riguarda anche la realtà, ovvero, come le società si sono evolute, migliorandosi, anche grazie al superamento di alcuni ostacoli;
Cos’è la dialettica? È la legge logica e ontologica, cioè, è la legge che governa sia il pensiero che l'essere, cioè, la realtà.
La dialettica è la legge che regola il divenire, e distingue tre momenti:
Tesi: affermazione di un concetto.
Antitesi: negazione dello stesso concetto.
Sintesi: negazione della negazione, quindi riaffermazione potenziata della tesi mediante la negazione della negazione. La sintesi può essere una nuova tesi, quindi l’inizio di un nuovo ciclo.

LO SVILUPPO DELLO SPIRITO


La Filosofia accompagna il cammino dello Spirito Umano, e diventa l’espressione dell’autocoscienza raggiunta dallo spirito in ogni fase del suo sviluppo.
Hegel spiega lo sviluppo dello spirito in due opere, e queste due opere rappresentano due punti di vista differenti.
La prima è la fenomenologia dello spirito in cui Hegel esamina lo sviluppo dello spirito da un punto di vista DIACRONICO, cioè, esaminando le varie tappe della civiltà dal punto di vista storico.
L’altra è l’enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio, e in questa opera, analizza lo spirito dal punto di vista (SINCRONICO) sistematico, analizzando i prodotti dell'attività umana: la religione, la famiglia e le varie istituzioni, tra le quali lo stato.
Fenomenologia dello spirito
Hegel analizza lo sviluppo dello spirito da un punto di vista diacronico, cioè, la storia dello spirito umano, che dall’antichità, attraverso le varie epoche ha dato il meglio di sé, fino ad arrivare all’epoca di Hegel, dove lo spirito ha dato il meglio che poteva dare, dove ha raggiunto il culmine.
Quindi, come dice lo stesso titolo, l’opera analizza lo spirito attraverso le sue manifestazioni nella storia.
Nella fenomenologia dello spirito Hegel analizza le tappe dello spirito servendosi di alcune figure, e ne abbiamo analizzate due: la figura del servo padrone, e la figura della coscienza infelice.
La figura del servo padrone è ambientata nell'antichità, durante la quale esisteva la schiavitù.
Nella figura del servo padrone ci sono due personaggi: il padrone e il servo; quindi il servo è alle dipendenze del padrone, ma il servo si accorge che il padrone senza di lui non può vivere, quindi, è un personaggio libero, in quanto è libero di staccarsi dal padrone, perché da solo riuscirebbe a vivere in quanto il padrone è alle dipendenze del servo; in questo modo il servo si trasforma in padrone perché può decidere di farlo vivere o meno, e il padrone diventa servo. Questa è una metafora in quanto spiega come il singolo individuo raggiunge la propria individualità.
Coscienza infelice: è ambientata durante il medioevo, durante il quale il soggetto si liberava delle proprie qualità e le attribuiva a dio, e in questo modo l’individuo si sottometteva a dio, e conduceva una vita infelice in quanto era costretto ad una vita punitiva, dedita alla punizione, al peccato -> [solo quando poi raggiunge la liberta diventa felice].
Queste due figure rappresentano due tappe: il servo padrone, nell’antichità, e la coscienza infelice nel medioevo.
Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio
L’enciclopedia delle scienze filosofiche spiega lo sviluppo dello spirito attraverso i prodotti dell'attività umana, e si divide in tre parti, che possiamo identificarle come i tre momenti del processo dialettico:
1. La logica;
2. La filosofia della natura;
3. La filosofia dello spirito.
Si possono spiegare queste tre fasi dicendo che rappresentano Tesi, Antitesi e Sintesi, più in particolare, l'idea in se per sé, l'idea che si aliena da sé, e l'idea che ritorna in sé.
1. La logica esamina come il pensiero pensa attraverso i tre momenti, tesi, antitesi e sintesi e quindi in modo dialettico.
2. La filosofia della natura, che segue alla Logica come sua antitesi, spiega il fatto che la natura rappresenta l'idea che si aliena da se; la natura secondo Hegel è spazzatura, diventa altro da se, e questo perché a Hegel interessa il mondo umano e storico […] e non la natura.
3. La filosofia dello spirito analizza le concrete manifestazioni dello spirito e si divide in:
I. Spirito soggettivo
II. Spirito oggettivo
III. Spirito assoluto
I. Lo spirito soggettivo tratta lo spirito individuale che è l'insieme delle sue facoltà.
II. Lo spirito oggettivo tratta le manifestazioni dell'assoluto (lo spirito) nelle istituzioni politiche e sociali.
Lo spirito oggettivo si divide in:
A. Diritto
B. Moralità
C. Eticità
L’eticità sarebbe la sintesi tra diritto e moralità, e anche per questo c'è questo processo triadico.
A. Il diritto sarebbe l'insieme delle leggi di uno stato che regola i rapporti sociali esteriori: cioè, l'esteriorità riguarda la legalità, cioè, qualcosa che è legale che è diverso da ciò che è morale.
Un esempio di ciò che è legale, sono le leggi dello stato, cioè, se si trasgredisce una legge si è punito, invece una regola morale e personale, è quindi c’è anche il principio dell'intenzione, cioè, non faccio una cosa perché ho intenzione di non farla.
La prima forma giuridica di diritto è il contratto, il contratto a sua volta porta alla proprietà privata […] pero, se esiste il diritto, esiste anche la possibilità che esso non sia rispettato, e quindi esiste il reato, quando si trasgredisce la legge, e in seguito al reato c'è la pena.
Secondo Hegel la pena non deve essere soltanto un modo per rieducare il delinquente, ma un modo per rendergli giustizia, cioè, il delinquente sapendo di aver trasgredito una legge, e sapendo di essere un essere razionale, deve capire anche che è necessaria la pena in quanto lo onora essendo un essere razionale -> è necessario che ci sia una pena per poterlo rieducare -> il delinquente deve riconoscere di aver sbagliato.
B. Moralità: il campo della moralità è il campo dell'intenzione; Hegel si accorge che il campo della moralità presenta di per se una contraddizione, un ostacolo, tra ciò che l'uomo vuole essere, e ciò che in realtà è; infatti l'uomo è intenzionato a non compiere un azione, pero comunque, è spinto a farlo, e qui entra in gioco l’eticità.
C. L'eticità è il campo in cui il bene viene pienamente realizzato.
Il bene si attua attraverso la famiglia, lo stato e la società, quindi, in tre fasi. -> la prima forma dell'eticità è la famiglia. La famiglia ha il compito di educare...
La società civile ha anche il compito di educare, pero, ciò che è il raggiungimento del bene è dato dallo stato, perché lo stato sa cosa è il bene di per se, e quindi lo compie.
Lo stato ha il compito di garantire il bene
La prima caratteristica dello stato è la non origine contrattualistica ( l'origine contrattualistica dice che lo stato ha origine da un contratto stipulato tra i cittadini) invece lo stato secondo Hegel non nasce come contratto in quanto lo stato è qualcosa di umanamente accettato da tutti, e quindi è paragonato ad un dio in terra, è la massima autorità a cui il cittadino deve sottostare, e quindi non può trarre la sua legittimazione dai cittadini, cioè, i cittadini non possono decidere di formare lo stato, ma lo stato già esiste di per se, e i cittadini devono sottomettersi al potere dello stato.
La forma di governo per Hegel è la monarchia prussiana, perché era quella del suo tempo, e quindi il massimo.
Lo stato è come un organismo vivente, in cui tutto funziona in funzione della realizzazione del bene, cioè, come nel corpo umano, ci sono varie parti: il monarca, i funzionari, i cittadini, e ogni componente svolge una funzione importante per la realizzazione del bene.
III. Lo spirito assoluto tratta le manifestazioni dell'assoluto nelle forme religiose, nella cultura, e quindi la società.
Lo spirito assoluto parla dell’arte, della religione della filosofia, quindi, delle manifestazioni nell'ambito culturale.
Hegel dice che l'arte è il momento in cui lo spirito si manifesta attraverso le rappresentazioni, le figure, pero questo rappresentare le figure non è auspicabile, non spiega nel modo migliore il concetto, e quindi si passa alla religione -> panlogismo -> tutto è logico [...]
L’arte si divide in arte simbolica, arte classica [perfetta armonia tra contenuto ed espressione sensibile] e arte romantica.

La guerra: Hegel legittima la guerra, cioè, secondo Hegel la guerra salva dalla putredine -> cioè, la società, in condizione di disagio, di lotta, di fame, viene salvata dall'infiacchimento vero e proprio -> cioè, quando il popolo è inattivo, deve subentrare la guerra, e quindi, la pace è qualcosa di negativo secondo Hegel.
Secondo Hegel la guerra è opportuna e inevitabile, per sedare le controversie, ed è giustificata moralmente perché è un antidoto contro l'infiacchimento del popolo (Kant diceva che la pace è perpetua, non si può raggiungere, non è auspicabile, cioè, se ci sono delle controversie tra popoli, è meglio che i popoli liberino i propri rancori, la propria rabbia, attraverso la guerra).

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email