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Hegel: la Dialettica


Hegel istituisce, tra l’altro, una vera e propria metodologia della conoscenza, composta di una tesi, un’antitesi e una sintesi.
La tesi è la ragione o meglio la logica, in altre parole l’idea in sé per sé, basata su principi stabili e rigidi, ad esempio il principio d’identità o quello di contraddizione. Per riconoscerli, la logica deve alienarsi, ovverosia scindersi da se stessa per distinguere i propri separatamente.

L’antitesi è invece il singolo, sarebbe a dire la cosa fuori di sé, concetto che si oppone alla tesi.

Tesi e antitesi sono raccolte infine nella sintesi, che studia infatti la cosa che torna in sé, riassumibile con l’affermazione “la realtà è spirito”, poiché il suo scopo è quello di comprendere il mondo non per il singolo (antitesi), perché tutto è in relazione. Diventa così conoscenza, diversa alla sola logica, perché deve applicarsi a qualcosa, e questo qualcosa è la Natura.
La dialettica si applica anche al sapere filosofico umano, visto che la tesi è la logica, l’antitesi è la filosofia della natura e la sintesi è la filosofia dello spirito.

Applicata invece al pensiero, abbiamo rispettivamente il momento astratto o intellettuale, il momento dialettico o negativo-razionale e quello speculativo o positivo-razionale.
Il primo caso significa concepire l’esistente sotto forma di molteplicità di determinazioni statiche e separate le une dalle altre; ma in questo modo il pensiero si ferma alle determinazioni rigide della realtà.
Nel secondo momento, in effetti, il logos si scontra con la realtà e mette in rapporto le prime determinazioni con quelle opposte.
Così, grazie alla sintesi, si coglie l’unità delle determinazioni opposte sintetizzandole entrambe, perché la realtà non è solo un’unità o una molteplicità in astratto, anzi. Ad esempio, il bene lo capisco solo se ho un modello di cos’è il male, se ho solo uno dei due non ne ho l’esperienza. In questo la sintesi è aiutata dall’azione complementare d’intelletto e ragione, in quanto uno evidenzia le distinzioni tra determinazioni, per cui è possibile conoscere una tesi solo per il suo opposto, e l’altra coglie i legami tra queste tesi andando a formare un assoluto.
Hegel chiama questo processo Aufhebung, che letteralmente vuol dire “superamento” ma anche “eliminazione”, perché, esattamente come la sintesi, consiste nella riaffermazione potenziata dell’affermazione iniziale, ottenuta tramite la negazione della negazione intermedia.
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