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Processo dialettico in Hegel


Il processo dialettico della filosofia hegeliana è diviso in tre momenti (tesi, antitesi e sintesi) che non sono ulteriormente divisibili e che danno l'idea di un graduale superamento (la dialettica è, infatti, caratterizza da un'intrinseca dinamicità e non da un permanere statico).

Tesi

La tesi rappresenta il momento dell'affermazione, in cui una realtà si pone, ovvero l'idea "in sé" (nel suo essere implicito) e "per sé" (nel suo graduale esplicarsi), studiata dalla logica. Questo è il momento cosiddetto intellettuale-astratto, poiché è il momento in cui una realtà astratta e limitata si pone, ovvero l'Idea.

Antitesi

L'antitesi rappresenta il momento della negazione ed è il momento in cui una realtà che si è già determinata si nega. Per Hegel il momento dell'antitesi rappresenta l'alienazione, poiché l'idea fuoriesce da sé, diventando natura (studiata dalla filosofia della natura), ed è il cuore della dialettica, in quanto in parte supera ed in parte conserva quello che in precedenza c'era nella tesi ("Aufhebung"= conservare nel dileguare). L'antitesi rappresenta il momento cosiddetto negativo-razionale (o dialettico), poiché in esso è la ragione a consentire di determinare le contraddizioni della realtà.

Sintesi

La sintesi rappresenta il momento della riaffermazione della tesi e del superamento dell'antitesi, ovvero la negazione della negazione e la riaffermazione del positivo (si rimette insieme ciò che, in precedenza, si aveva scisso). La sintesi rappresenta lo spirito, ovvero l'idea che "ritorna in sé". Questo è il momento cosiddetto positivo-razionale, poiché in esso è la ragione a consentire di determinare l'unità delle contraddizioni che caratterizzano la realtà.
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