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Hegel

Hegel prende come come esempio le polis greche, in cui Dei non sono lontani e inaccessibili come nel suo tempo, ma integrati nella vita civile e vicini ai bisogni della società. In Grecia quindi Divino NON è TRASCENDENZA ma IMMANENZA dell’eterno nella collettività umana. La religione cristiana è responsabile della scissione fra uomo e Dio perchè dilata l’abisso fra fragilità umana e onnipotenza divina.

Hegel critica Kant e Fichte perchè vi sono opposizioni irrisolte (Soggetto-Oggetto Io-Non Io).

Su Kant dice: concepisce forme a priori come soggettive, contrapponendo l’oggettività della cosa inconoscibile in sè. Idealismo di Kant dovrebbe ammettere unità di oggetto e soggetto, ma contrappone campo oggettivo ( sensazione e a posteriori) con quello soggettivo (Io penso, categorie).

Su FITCHE dice: Io assoluto è “autentico principio della speculazione”. Come Kant, la sua filosofia è viziata dal “formalismo”, ovvero la tendenza a dividere l’unità della conoscenza in due astrazioni: Soggetto e Oggetto, Formale e Materiale.

Su Schelling dice: il suo assoluto è paragonabile alla “notte in cui tutte le vacche sono nere”, per evidenziare la confusa indistinzione in cui si perde specificità e autonomia degli opposti. Assoluto non può essere una “sostanza”, ma la mobile e vivente unità di un soggetto, un processo o movimento articolato su più passaggi ( pensiero e realtà, sogg. & ogg.).

L’assoluto hegeliano si completa e si sviluppa in tre fasi:

1) Tesi: l’assoluto pone sè stesso, si pone come essenza. L’assoluto è quindi in sè.

2) Antitesi: il puro pensiero si oggettiva. L’interno si rivela all’esterno, nel fenomeno.
3) Sintesi: l’oggettivazione viene ricompresa come momento dell’assoluto. Assoluto non è solo in sè ma anche per sè. Puro pensiero e manifestazioni vengono negati come temrini solo opposti e riguadagnati all’unità dell’assoluto.

La dialettica hegeliana è costituita dal movimento dell’assoluto.

La sintesi è negazione della negazione (dell’antitesi quindi), ma sia antitesi che tesi vengono “conservate” nonostante antitesi sia “tolta”. Si parla quindi di Aufhebung ( via-tenere ).

Nel concreto, la dialettica dell’assoluto di Hegel è paragonata a vita e riproduzione di una pianta. Frutto è antitesi del fiore ( che è tesi) perchè quest’ultimo appassisce.

Vita e riproduzione della pianta ( che è sintesi) richiede negazione del frutto-antitesi che infatti si corrompe e rilascia i semi.

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