Introduzione L’idealismo inaugura una nuova metafisica dell’infinito; venne
“preparato” dai pensatori che criticano i dualismi lasciati dal criticismo.
Partendo dalla “contraddizione” kantiana della cosa in sé, essi la giudicano
filosoficamente inammissibile, poiché ogni realtà di cui siamo consapevoli
esiste come rappresentazione della coscienza, la quale funge, da condizione
indispensabile del conoscere. Un altro appunto mosso a Kant riguarda il
principio per cui la cosa in sé è la causa delle nostre sensazioni, contraddizione
in quanto non si può applicare il concetto di causa effetto al noumeno ma solo
per il fenomeno.
In filosofia, si parla di idealismo a proposito di visioni del mondo che
privilegiano la dimensione “ideale” rispetto a quella “materiale” e che
affermano il carattere “spirituale” della realtà.
L’idealismo gnoseologico intende quelle posizioni che riducono l’oggetto della
conoscenza a idea.
L’idealismo romantico denomina la corrente filosofica post-kantiana e fu
chiamato: trascendentale (io penso come principio fondamentale), soggettivo
(in contrapposizione alla Sostanza oggettiva di Spinoza) e assoluto (io/spirito
come principio unico di tutto, al cui esterno non c’è nulla). A Fichte si deve la
tesi “tutto è spirito”, dove con il termine spirito s’intende la realtà umana
come attività conoscitiva e pratica e come libertà creatrice. L’idealismo si
sviluppa sul concetto di dialettica secondo cui non esiste una tesi senza
l’antitesi (un io senza non io), per cui ogni soggetto senza un oggetto è
impossibile. Inoltre l’uomo coincide con l’assoluto e l’infinito, perciò con Dio,
scontrandosi con la religione ebraico-cristiana. Affermando che l’unico Dio
possibile è lo spirito (dialetticamente inteso) s’incontra un panteismo
spiritualistico (Dio è uomo) e anche un monismo dialettico (c’è un'unica
sostanza: lo spirito), contrapposto ai dualismi metafisici e gnoseologici.
HEGEL
La vita Nato nel 1770 in Germania. A 18 anni entra nello STIFT di Tubinga, un
seminario protestante che preparava i promettenti giovani a tuttotondo). Del
(Vita di Gesù)
giovane Hegel si ricordano gli scritti teologici e la nuova legge
dell’amore, fatta d’intensa vita interiore. Si laurea in breve tempo e finisce a
fare il precettore tra Germania e Svizzera. Nel 1799 riceve un’ingente somma
di denaro dall’eredità paterna che gli permette di vivere di rendita,
frequentando l’ambiente universitario. Nel 1818 viene chiamato a insegnare a
Berlino (città di riferimento) dove diventa il filosofo di riferimento, il suo
pensiero è di moda e le sue lezioni sono frequentatissime, i suoi scritti godono
di grande divulgazione. Muore nel 1831
Gli scritti Fenomenologia dello Spirito (1807) con prefazione del ’06, la
Scienza della logica (1812) e l’Enciclopedia delle scienze filosofiche (1817).
Il sistema filosofico Le tesi di fondo del sistema filosofico sono:
La risoluzione del finito nell’infinito
La realtà è un organismo unitario di tutto ciò che esiste, organismo che
coincide con l’Assoluto e con l’infinito, mentre i vari enti del mondo,
manifestazioni dell’infinito, coincidono col finito. Di conseguenza, il finito è
un’espressione parziale dell’infinito. Il finito rimanda all’infinito. L’hegelismo si
configura come un monismo panteistico che vede nel finito (nel mondo) la
manifestazione dell’infinito (di Dio). A differenza di Spinoza, che vedeva
l’Assoluto come sostanza statica coincidente con la natura, Hegel lo identifica
con un soggetto spirituale in divenire – la realtà è un soggetto che soltanto alla
fine, cioè con l’uomo e le sue attività più alte (arte, religione e filosofia) giunge
a rivelarsi per quello che è realmente.
L’identità tra ragione e realtà
Il soggetto spirituale infinito è idea o ragione, intese come l’identità di ragione
“Ciò che è ragionale è reale; e ciò che è reale è razionale
e realtà. ”. Con la
prima parte intende dire che la ragione non è astrazione ma forma stessa della
realtà, intesa come sviluppo dell’idea. Con la seconda parte afferma che la
realtà è il dispiegarsi di una struttura razionale che si manifesta in modo
inconsapevole nella natura e in modo consapevole nell’uomo. Tale entità
implica che ciò che esiste è ciò che razionalmente deve essere.
La funzione giustificatrice della filosofia
Il compito della filosofia è quello di giustificare razionalmente la realtà. La
filosofia deve prendere atto che ciò che è è, poiché ciò che è è ragione. La
filosofia arriva quanto la realtà è già formata e deve rinunciare alla pretesa di
determinarla – deve solo elaborarne razionalmente i concetti.
Il farsi dinamico dell’Assoluto è risolto con la triade dialettica dei tre momenti
dell’idea “in sé e per sé” (TESI), dell’idea “fuori di sé” (ANTITESI) e dell’idea che
ritorna a sé (SISTESI).
TESI: idea in sé stessa, a prescindere dalla sua realizzazione nella natura
e nello spirito
ANTITESI: negazione dell’idea in sé, alienazione dell’idea nelle realtà
spazio-temporali
SINTESI: risoluzione di tesi e antitesi, l’idea che acquista autocoscienza di
sé nell’uomo – aufhebung, superamento ma anche conservazione, che ci
conduce ad una nuova tesi.
A questi tre momenti dell’Assoluto fa corrispondere tre sezioni in cui si divide il
sapere filosofico:
1. Logica – studia l’idea in sé
2. Filosofia della natura – studia l’idea fuori di sé
3. Filosofia dello spirito – studia l’idea che torna in sé
(=>soggettivo=>fenomenologia)
La dialettica L’Assoluto è divenire, e la legge che lo regola è la dialettica,
ossia la legge di sviluppo e comprensione della realtà. Hegel distingue tre
momenti del pensiero dialettico:
1. Astratto (tesi): concepisce la realtà come una seria di determinazioni
rigide ed isolate.
2. Negativo-razionale (antitesi): nega le determinazioni mettendola in
rapporto con una determinazione opposta
3. Positivo-razionale (sintesi): unifica la precedente affermazione e relativa
negazione in una sintesi positiva comprendente di entrambe – concetto
dell’aufhebung (supero e conservo).
La dialettica, quindi, illustra la risoluzione del finito nell’infinito. Dimostra come
ogni finito non possa esistere in sè stesso ma solo in un contesto di rapporti. La
dialettica mostra come le determinazioni perdano la rigidità iniziale e diventino
i momenti di un’idea infinita.
La dialettica ha un significato ottimistico: riduce ogni cosa all’ordine e alla
perfezione del tutto. Anche il negativo e un momento di farsi del positivo.
La dialettica hegeliana è chiusa, in quanto ha un ben preciso punto di arrivo,
coincidente con il pensiero stesso di Hegel.
Critica alle filosofie precedenti
Illuministi: rifiuta il loro rapportarsi con il mondo e il loro razionalizzare la realtà,
dimenticando che la vera ragione è quella che prende corpo nella storia e abita
in essa. La ragione degli illuministi è finita e parziale, quella di Hegel è infinita e
coincide con l’Assoluto.
Kant: aveva costruito la filosofia del finito, con le idee della ragione che
spingono la ricerca scientifica all’infinito, verso una compiutezza. Inoltre la
volontà, diversa dalla ragione, non raggiunge mai la santità. A Kant Hegel
rimprovera di voler indagare la facoltà del conoscere prima di procedere a
conoscere.
I romantici: Hegel contesta il primato del sentimento, dell’arte o della fede,
sostenendo che la filosofia è il sapere superiore. Contesta gli atteggiamenti
individualistici, affermando che l’intellettuale deve tener d’occhio il corso del
mondo, cercando d’integrarsi nelle istituzioni socio-politiche del proprio tempo.
L’individuo deve essere funzione del sistema.
LA FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO
La fenomenologia è la scienza di ciò che appare. Lo scritto hegeliano, precede
l’enciclopedia delle scienze filosofiche. In quest’ora, racconta la storia
romanzata della coscienza (influenzato dalle mode del suo tempo), che
emergere dalla sua individualità e raggiunge l’universalità. La fenomenologia
ha il compito di preparare ed introdurre il singolo alla filosofia.
Per arrivare alla fenomenologia, segue questo percorso: sapere filosofico-
filosofia dello spirito-soggettivo-fenomenologia.
I depositi dello spirito sono momenti emblematici della storia che fungono da
sintesi e sono inquadrabili in immagini; queste sono utilizzate per addentrarci
nella storia, non pretendendo di farne un riassunto completo e dettagliato.
La fenomenologia si divide in tre momenti: coscienza (rapporto soggetto-
oggetto), autocoscienza (rapporto soggetto con sé) e ragione. La coscienza
comprendere di essere coscienza dell’oggetto, di sé e di essere ragione; la
realtà è ragione.
Autocoscienza In questa sezione viene analizzato il rapporto del soggetto con
gli altri.
L’autocoscienza, per definirsi, ha bisogno che qualcun altro la definisca, del
riconoscimento da parte di un'altra autocoscienza. Ma come avviene il
riconoscimento?
Scritti giovanili: riconoscimento nell’Amore, che mantiene la singolarità ma
accoglie la novità del Noi, è un’esperienza dialettica che supera e conserva.
Fenomenologia: riconoscimento nel CONFLITTO, inteso come lotta, guerra –
per affermare sé stessi nella relazione con gli altri ci si gioca la morte. In questo
conflitto entrambi lottano per affermare la propria indipendenza; tuttavia non si
conclude con la morte (si annullerebbe la dialettica del riconoscimento) ma con
il subordinarsi al vincitore, il signore (colui che vince) viene riconosciuto dal
servo (il perdente). Il riconoscimento in questo caso è reciproco.
Questa dinamica è però destinata ad un cambio di ruoli per cui il signore
diviene servo del servo e il servo signore del signore: il signore perde contatto
con la realtà e le capacità tecniche vengono meno (non sa) mentre il servo
disciplinato,
impara ed è la coscienza acquisisce di essere diverso dal signore.
Il servo diventa indispensabile al padrone (non disciplinato), è creativo e con il
lavoro modella la realtà a suo beneficio, trasformandola e dando luogo ad
opere che permangono nel tempo – in questo modo imprime nell’essere quella
forma che è l’autocoscienza e così ritrova sé stesso nella propria opera.
L’autonomia del servo porterà al “venir meno” della schiavitù nel corso della
storia.
LA LOGICA scienza dell’idea pura,
è cioè dell’idea nell’elemento astratto del
pensiero. La Logica prende in considerazione la struttura programmatica del
mondo, la quale si specifica in un organismo di concetti i quali, in virtù di
essere e pensiero, costituiscono altrettante determinazioni della realtà – in altre
parole pensieri oggettivi che esprimono la realtà stessa nella sua essenza.
LA FILOSOFIA DELLA NATURA cerca di comprendere come la natura (divina)
esprima spiritualità. La natura è l’esteriorità spazio-temporale dell’idea, è
quindi contraddizione insoluta per questo ha carattere di negazione. La natura
secondo Hegel pone dei limiti al discorso filosofico su di essa.
Hegel passa dall’idea alla natura secondo un processo di alienazione, non ben
chiaro se in senso di elevazione o inferiorità. Tuttavia, chiaro è che, è
impossibile conoscere Dio dalle cose naturali.
Hegel usa la natura per porre tutto ciò che deve aver un posto ma che il
realtà.
filosofo ha respinto al di fuori della
LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO è lo studio dell’idea che diviene soggettività e
libertà dopo essere uscita dal sé ed aver trovato “la via”. Lo sviluppo dello
spirito avviene in 3 passaggi: spirito soggettivo (antropologia, fenomenologia,
psicologia – spirito individuale), spirito oggettivo (quello sovra-individuale o
sociale) e lo spirito assoluto (spirito che conosce sé stesso nelle forme di arte,
religione e filosofia – giunge all’infinitezza). Ogni grado è compreso e risolto in
quello successivo, ma che è, a sua volta, già presente in quello inferiore.
Lo spirito oggettivo Qui lo spirito si manifesta in istituzioni sociali concrete,