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La fenomenologia dello spirito

. Uno dei più bei testi della storia della filosofia è la Fenomenologia dello spirito di Hegel. Il termine “fenomenologia” era stato introdotto da Lambert che così aveva intitolato la quarta parte della sua opera Nuovo Organo. Lambert descrive questa parte come “fenomenologia o dottrina dell’apparenza”, che ha lo scopo di eliminare l’apparenza per conoscere il vero. Kant stesso aveva progettato di scrivere una “fenomenologia generale” come introduzione di tipo negativo alla metafisica, ovvero una riflessione preventiva che sgombrasse il campo dagli errori legati alla sensibilità. Hegel conserva entrambi i significati: critica del sapere apparente e introduzione alla scienza filosofica. Hegel intende descrivere un processo che, attraverso diverse forme di sapere apparente, giunga al sapere vero che è costituito dal sapere assoluto, il punto di arrivo della Fenomenologia. Il processo ha per soggetto lo spirito, che conosce se stesso attraversando le diverse forme di conoscenza e di attività umane (la cultura, in un senso ampio), sia individuali sia collettive, che si rivelano tutte provvisorie (sapere apparente) se prese per se stesse, ma che ricevono un significato se collocate nel cammino complessivo. Lo spirito percorre varie tappe necessarie per giungere al sapere di se stesso ma tutto il libro descrive il cammino verso la conoscenza di sé da parte dell’Assoluto. Il processo prende le mosse dal sapere più semplice e immediato, cioè dalla coscienza individuale che percepisce se stessa e il mondo esterno attraverso un percorso nel quale la coscienza individuale crede ogni volta di possedere un sapere che si rivela, però, apparente, ed è questa consapevolezza di “non sapere”, di non aver ancora raggiunto la conoscenza vera, che determina il passaggio alla tappa successiva e quindi tutto l’andamento del percorso. Hegel conserva due aspetti della propria filosofia ai quali tiene molto: la verità è un processo e non come qualcosa di statico, la verità domina i processi; la verità è l’intero. La Fenomenologia dello spirito è articolata in un percorso fatto di diversi “momenti” che costituiscono le parti dell’opera e che sono Coscienza, Autocoscienza, Ragione, Spirito, Religione, Sapere assoluto. Ciascun momento si articola poi in figure, che costituiscono esemplificazioni sia di tipo ideale sia di tipo storico, e che possono avere carattere e contenuti molto diversi. La Fenomenologia narra una sorta di storia, di cammino, fatto di tappe del sapere, che nel momento intitolato Spirito corrispondono a figure in successione di una sorta di filosofia della storia. Per cui “spirito” ha in quest’opera due significati: il soggetto che vive l’intero processo; un determinato momento del processo, quello in cui si traccia una filosofia della storia. Lungo il percorso si incontrano elementi della natura più varia della cultura umana che vanno a formare le diverse figure: forme di coscienza individuale, posizioni filosofiche, tipi di società o di relazione intersoggettiva, fasi storiche, modelli letterari, forme di religione. Le forme del sapere e della coscienza vengono infatti progressivamente mostrate come insufficienti, e attraverso questa insufficienza viene messa in luce la necessità di passare a una figura successiva: per questo il percorso è detto anche “via della disperazione”. In questo cammino il motore di tutto è la dialettica che agisce attraverso la negazione. La figura storico-filosofica che incarna la negazione è lo scetticismo, ma esso si limita a negare mentre il procedimento di Hegel intende la negazione in modo determinato. Esso nega aspetti determinati di una figura che porta in sé la traccia di ciò che è stato negato. Si tratta insomma di una forma di negazione che potremmo chiamare “produttiva”. All’inizio, però, lo spirito non è consapevole del ruolo positivo della negazione, alla coscienza naturale la negazione appare una negazione assoluta, indeterminata che rivela solo che essa possiede un sapere non verace, un sapere apparente. Il percorso della coscienza è un percorso guidato dal filosofo che descrive il succedersi dei passaggi e, ripercorrendolo, se ne impadronisce, lo governa. Il filosofo comprende la funzione produttiva della negazione. È la coscienza singola che passa attraverso le varie fasi della propria maturazione, della propria formazione, che sono Coscienza, Autocoscienza e Ragione. Spirito, Religione e Sapere assoluto sono tappe della coscienza collettiva. Nella sezione sullo Spirito questa coscienza collettiva come mondo storico assume a sua volta diverse figure, che corrispondono a diversi periodi storici, a movimenti culturali o a eventi storici.

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