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Fenomenologia dello spirito

L’itinerario filosofico di Hegel inizia con una considerazione che lo accomuna agli esponenti del Romanticismo: egli infatti interpreta l’età moderna come l'epoca della scissione, tra natura e spirito, soggetto e oggetto. Anche per lui gli antichi godevano di una condizione di armonia che si era persa poi nella modernità.
Se in un primo momento condivide con i romantici una sorta di nostalgia per l’antico, presto comincia a interpretare la storia successiva all’antica Grecia come una valorizzazione dell’individuo singolo e ciò lo porterà a maturare una considerazione positiva dello sviluppo dell'umanità.
In questa prospettiva giudica il proprio tempo come un’epoca a cui la filosofia può offrire un contributo determinante. Hegel infatti riesce ad individuare un principio di superamento delle scissioni della vita: in un primo momento individua questo principio di superamento nell’amore e nella religione; in un secondo memento nella ragione speculativa, uno strumento della filosofia. Solo la filosofia è infatti capace di comprendere il divenire storico in tutti i suoi momenti, riconoscendo la necessità di ciascuno di essi.

In tale percorso di autocoscienza consiste la Fenomenologia ,che è dunque il racconto del faticoso processo di formazione del sapere, dal livello più basso a quello più alto, in cui lo spirito scopre di rappresentare tutta la verità.

Ha anche funzione pedagogica in quanto, mostrando i progressi compiuti nelle età precedenti, predispone alla comprensione del sapere assoluto. Si tratta di ripercorrere mentalmente tutte le nostre tappe della nostra tradizione culturale ,a partire dagli albori sino ad oggi.

La Fenomenologia dello spirito si configura come un romanzo, ossia il racconto del manifestarsi della coscienza umana nella storia, in tutta la sua drammatica sequenza di errori e verità .
Essa segna in oltre il percorso della vita spirituale, che è progredita dall’individualità all’universalità. Le forme storiche del sapere in cui si realizza tale sviluppo dello spirito vengono denominate da Hegel col nome di ‘figure’,ossia delle tappe.
Le principali figure della Fenomenologia sono:

1. Coscienza, che pone l’attenzione per l’oggetto

2. autocoscienza, che pone l’attenzione per il soggetto

3. Ragione, che permette l’unità tra soggetto e oggetto

Coscienza

La prima tappa della coscienza, secondo Hegel, è quella della certezza sensibile in quanto pone la verità nelle cose esterne all’uomo, considerandole in modo isolato cioè nel loro essere in sè.

Questo sapere tuttavia si rivela subito insufficiente in quanto la singola cosa non può essere colta nella sua complessità senza riferirla alle altre cose.
Anche la più semplice sensazione difatti implica una meditazione seppur minima da parte del soggetto che la mette in relazione con le altre sensazioni.
Hegel inizia il percorso della fenomenologia dal punto più basso,chiedendosi ‘che cosa è questo?’ analizza dunque il ‘questo’, ossia la sensazione più immediata e trova in esso un doppio aspetto : l’ora e il qui .Tuttavia essi possono essere considerati universali soltanto in riferimento alle nozioni universali spazio- temporali e pertanto alla categorizzazione propria del soggetto .
Ma la certezza sensibile non riesce a spiegare il contrasto tra l’ aspetto semplice e le diverse proprietà delle cose (es. l’apparire unitario della mela e le sue molteplici caratteristiche).
Il problema secondo Hegel può trovare un’accettabile RISOLUZIONE solo quando si passa alla percezione e all'intelletto (seconda e terza tappa della coscienza).
Nella percezione le varie determinazioni delle cose possono essere colte come facenti parti di un’unità, soltanto grazie ad un io o soggetto che le comprende come tali; l’oggetto esiste e io lo vedo perchè ha una sua consistenza perchè IO lo vedo e me lo rappresento.
Quando si passa all’ intelletto, le cose vengono inserite all’interno del mondo: il soggetto organizza e struttura un universo ordinato di fenomeni di cui si riconosce artefice.

Autocoscienza

A questo punto la Fenomenologia presenta una delle figure più importanti : quella del servo-padrone. Il padrone è colui che per ottenere l’indipendenza ha accettato di mettere in repentaglio la propria vita vincendo il conflitto . Il servo è invece colui che per paura della morte, ha deciso di perdere l’indipendenza e la libertà.

Questa fase rappresenta la tesi :la coscienza del padrone afferma la propria superiorità sul servo.
Questa situazione è per volta a rovesciarsi in quanto il padrone non farà altro che vivere grazie al lavoro del servo e di conseguenza ne diverrà dipendente; per quanto riguarda il servo invece attraverso il suo lavoro egli riuscirà a dominare gli istinti , a trasformare le cose sottraendole alle condizioni in cui si trovavano in natura e proprio in questo modo diverrà cosciente della propria indipendenza ponendo le basi per rovesciare le proprie condizioni ,la propria situazione. Si tratta del momento dell’antitesi .
Nel momento in cui afferma la propria autonomia e indipendenza si realizza il diritto di entrambi i soggetti alla libertà. Si tratta del momento della sintesi.
Alla dialettica servo-padrone seguono altre figure,che corrispondono a differenti forme e modalità del processo verso la spiritualità.

La visione razionale e giustificazionista della storia

La Fenomanologia si identifica come l’ultimo atto dello sviluppo dello spirito ,l’ultima tappa della sua auto-manifestazione. Dopo non rimane che la possibilità di ripercorrere le fasi e i modi di tale processo :non resta dunque che illustrare la coincidenza della razionalità con la realtà.
Per Hegel cio che è ed è accaduto è così come razionalmente deve essere e doveva accadere.

Tale tema dell’identità del reale e del razionale viene affrontato nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio . In quest’opera egli chiarisce che per realtà non intende il capriccio ,l’errore ,ma i grandi eventi che lasciano un segno nella storia del mondo.

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