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Hegel - L'Enciclopedia delle scienze filosofiche


L’Enciclopedia delle scienze filosofiche è divisa in 3 parti: logica (tesi), filosofia della natura (antitesi) e filosofia dello spirito (sintesi). La logica (tesi) è quel momento della vita dello spirito che studia il principio assoluto in quanto Idea, cioè la vera realtà, vuole arrivare alla determinazione delle regole del pensiero. E’ il massimo dell’astrazione e la sua antitesi è la materia, la natura. Filosofia della natura (antitesi): Hegel ha della natura una concezione non meccanicistica, infatti rifiuta la fisica meccanicistica galileiana e newtoniana, che si basa sulla fisica speculativa (teorica). Hegel vuole trovare nella natura le tracce dello spirito e adotta il linguaggio fichtiano chiamando la natura non-Ens. Parla dell’incarnazione nella materia, cioè della decadenza della materia nella materia. L’idea decade nella materia, compie un percorso e risale ad essere spirito concreto. La natura è una negatività necessaria perché rende concreta l’idea. La strada che lo spirito compie nella natura si divide in 3 momenti: natura meccanica, ovvero lo studio dello spazio, tempo e materia, natura fisica che studia gli aspetti qualitativi della natura, cioè gli elementi e le loro qualità che possono essere elettrica, magnetica e chimica; con la chimica si arriva alla natura organica che tratta il mondo minerale, vegetale e animale. Si passa dalla massima generalità all’individualità dell’uomo; ogni stadio è contrassegnato da una maggiore individualità. Mentre negli animali non si può parlare di vera e propria individualità, negli uomini c’è individualità e spirito, che diventa concreto, perché arricchito della natura. Dopo essersi oggettivata nella natura, l’Idea, può tornare in sé, a prendere coscienza di sé, diventa cioè spirito. Si parla pertanto di filosofia dello spirito (sintesi), esposizione del processo attraverso il quale si sviluppa la consapevolezza che l’Assoluto ha di sé stesso. Questo processo si articola in: spirito soggettivo tesi), che è la consapevolezza della propria spiritualità a livello individuale, spirito oggettivo (antitesi), è la consapevolezza che si ha di sé nei rapporti con gli altri individui e spirito assoluto (sintesi), cioè la consapevolezza che si ha di sé come spirito. A sua volta lo spirito soggettivo si divide in tre momenti: anima (tesi), intesa come principio della vita, tutte le esigenze legate ala persona fisica (è studiata dall’antropologia), intelletto (antitesi) che riguarda tutto ciò che è legato alle esigenze intellettuali (è studiato dalla fenomenologia), e ragione (sintesi), unione tra anima ed intelletto, che riguarda le esigenze pratiche unite a quelle intellettuali, cioè le esigenze psico-fisiche (è studiata nella psicologia).
Antitesi dello spirito oggettivo è lo spirito oggettivo di cui parla nei Lineamenti della filosofia del diritto e nella Filosofia della storia. Lo spirito oggettivo è il momento in cui l’individuo riconosce la propria ragione insieme a quella degli altri individui. Gli uomini trovano accordi e fondano i grandi istituti storici. Lo spirito oggettivo si divide in: diritto (tesi), moralità (antitesi) ed eticità (sintesi). Il diritto è l’insieme delle leggi attraverso cui l’uomo diventa persona giuridica. All’interno della legge c’è il reato a cui si contrappone la pena. Attraverso di essa si supera il reato. L’adesione dell’individuo alla legge è esteriore, deriva, cioè, dalla paura della pena. E’ quindi una adesione formale, non sostanziale, ammette il desiderio di compiere un reato. La moralità è, invece, una adesione più sostanziale. E’ la legge del dovere, il non voler commettere un reato (è più concreto rispetto al dovere per dovere di Kant). L’eticità è la sintesi tra la morale interna e la legge giuridica esterna e consiste nel riconoscere gli altri individui come persone giuridiche e morali. L’eticità si manifesta nei grandi istituti storici: famiglia, società civile e stato. La famiglia è il momento in cui si supera l’individualità con l’amore, con il rapporto tra i sessi, con l’educazione dei figli ecc. L’amore entra in crisi quando i figli lasciano la famiglia e formano altre famiglie. La società civile è l’insieme di più famiglie cementate dai bisogni economici. Hegel parla della divisione delle classi sociali, in particolare di lavoratori (industria, agricoltura, servizi) ricalcando tutta l’economia liberista del suo tempo. L’unità dell’individuo con la società si ha nello Stato, momento in cui si passa dal finito all’infinito, lo spirito oggettivo diventa spirito assoluto. Lo Stato determina l’innalzamento dell’individuo finito all’infinito. Lo Stato, in quanto momento di riconoscimento della ragione come assolutezza, è il momento di realizzazione della storia, che è la filosofia degli stati. Hegel riprende la tragedia di Sofocle di Antigone: Antigone perde il fratello in guerra contro il re di Tebe, il quale emana un decreto con il quale vietava la sepoltura dei nemici. Antigone è dibattuta tra le leggi familiari (seppellire i famigliari morti) e quelle dello stato. Antigone seppellisce il fratello e per questo viene uccisa. Con questo Hegel vuole sottolineare la superiorità dello Stato rispetto alla famiglia e come tale va rispettata. Hegel predilige la monarchia costituzionale e indica la Germania, dopo il Protestantesimo, come forma più elevata della realizzazione dello spirito di un popolo. Inoltre, il desiderio di supremazia della Chiesa è superato dal Protestantesimo, con il quale si arriva all’armonia in cui gli interessi di stato e Chiesa sono separati.
Hegel parla di astuzia della ragione. La ragione per realizzarsi si serve degli stati e dei personaggi cosmico-storici, cioè dei grandi eroi come Alessandro Magno, Cesare o Napoleone. La ragione spinge individui di grande personalità per manifestarsi dopodiché gli abbandona. Ciò fa sì che ci sia una profonda necessità in ogni momento della storia. Lo spirito assoluto, si manifesta attraverso tre momenti: arte (tesi), religione (antitesi) e filosofia. L’arte è la rappresentazione dell’assoluto attraverso forme sensibili. Ogni momento storico ha avuto una sua espressione artistica. Nella storia si sono manifestati tre momenti: arte antica o arte preclassica in cui la tecnica è primitiva rispetto al contenuto, arte classica in cui c’è una perfetta corrispondenza tra forma e contenuto, e arte romantica (dal cristianesimo in poi) nella quale il contenuto rompe con al forma perché esso si deve esprimere attraverso qualcosa che è superiore dell’arte, cioè la religione. Si passa cioè dalle espressioni materialistiche proprie dell’arte, a quelle simboliche della religione. La religione (antitesi) è il momento in cui l’assoluto si manifesta attraverso simboli e riti. Nelle varie epoche sono state praticate diverse religioni: la religione del mondo greco e la religione romana, le quali avevano la funzione di coesione sociale, e l’ebraismo e il cristianesimo. Nell’ebraismo si ha un Dio padrone, mentre nel cristianesimo l’insegnamento religioso si esprime nella sua forma più elevata, nella sua universalità, cioè attraverso il concetto. Quando l’assoluto si esprime come concetto (universale e razionale) siamo nella sintesi, nella filosofia. Hegel paragona quest’ultima alla nottola di Minerva (civetta), che comincia a volare di notte: la filosofia non anticipa la realtà, ma rende consapevoli di ciò che è già accaduto. E’ una filosofia conservatrice e il culmine è raggiunto con la filosofia hegeliana.
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