Giorgjo di Giorgjo
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Lettera copernicana

Le lettere copernicane sono 4 lettere indirizzate agli allievi di Galilei e composte tra il 1613 ed il 1615. Nella prima, il cui destinatario è Benedetto Castelli, difende la sua teoria dell’eliocentricità. Egli affronta il tema della diversità dei due libri derivanti da Dio: i testi sacri, che non devono essere interpretati letteralmente perché sono scritti per adattarsi alla capacità dei popoli indisciplinati e rozzi, e il libro della natura, scritto in lingua matematica. Inoltre, partendo dall’episodio tratto dal libro di Giosuè, dimostra come questo passo risultasse molto più vicino alla sua tesi rispetto a quella degli avversari. Galilei ammette inoltre la storicizzazione della Bibbia: essa può essere considerata veritiera nel suo ambito storico.
4 LETTERA COPERNICANA
Nella quarta lettera copernicana, destinata a Cristina Lorena, gran duchessa di Toscana, Galilei afferma che la discordanza tra le teorie della chiesa e quelle della scienza sono dovute ad una cattiva interpretazione delle sacre scritture. Esse infatti non danno un grande numero di informazioni circa l’universo e, come riferisce l’autore, “le sacre scritture hanno il compito di insegnare come si giunge al cielo e non come esso varia”.

Dialogo sui massimi sistemi

Una fondamentale opera di Galilei è il Dialogo sui massimi sistemi del mondo, conclusa nel 1630 e sottoposta a variazioni fino al 1632, anno di pubblicazione. Nonostante le variazioni attuate a favore della chiesa Galilei viene condannato all’abiura nel 1633 a causa del suo trattato, la cui commercializzazione viene bloccata. Il dialogo sui due massimi sistemi del mondo sfrutta le possibilità drammatiche in cui partecipano il veneziano Sagredo, il nobile fiorentino Salviati e Simplicio. Salviati difende le teorie copernicane eliocentriche, Simplicio difende l’interpretazione letterale dei testi sacri e Sagredo è indeciso ed è l’elemento di transizione. Quest’ultimo è però un uomo di buon senso che si troverà a confermare l’ipotesi di Salviati. Lo scontro tra i personaggi è dialettico e si fonda sul metodo di Galilei. Nella prima giornata la discussione scientifica verte sulla perfezione delle osservazioni dei corpi celesti. I tre discutono sull’inalterabilità dei corpi celesti prendendo in esame la luna ed il sole. Essa può essere considerata sinonimo di morte poiché non è reversibile. L’alterazione è perciò sinonimo di vita, e di conseguenza la visione dei corpi celesti inalterati è secondo Galilei desolante. Salviati demolisce inoltre le convinzioni della fisica aristotelica grazie all’utilizzo del cannocchiale. Nella seconda giornata lo stesso dimostra che le tesi di Tolomeo circa l’immobilità della terra sono false, e nella terza si schiera apertamente a favore del sistema copernicano. Nella quarta giornata iniziano a discutere sul fenomeno delle maree e quando alla fine della giornata si salutano, Simplicio ricorda loro che nessuno scienziato può sostituirsi all’infinita sapienza di Dio.

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