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Galileo e la fisica della “curiosità”

La rivoluzione scientifica iniziata nel Cinquecento ha modificato radicalmente la visione dell’universo e la percezione che l’uomo ha di sé al suo interno.
Tra i vari mutamenti indotti da questa straordinaria rivoluzione culturale abbiamo anche le forme e i modi di conoscere la realtà Maturale e sociale.
Protagonisti di questa svolta filosofica ed epistemologica sono stati pensatori, scrittori e uomini politici come Cartesio, Bacone, Harvey e Galileo. Quest’ultimo, in particolare attraverso l’elaborazione e la pratica del metodo sperimentale, ha contribuito, in maniera determinante e irreversibile, sul piano del progresso sociale e culturale a costruire un’immagine del mondo radicalmente diversa rispetto alle cosmologie e alle filosofie della natura di matrice medioevale.
Alla base della ricerca di Galileo non c’è solo il tentativo, ampiamente riuscito, di applicare nuovi strumenti epistemologici per riuscire a leggere il libro del mondo attraverso l’alfabeto delle forme e dei numeri. Esiste, infatti, una motivazione psicologica alla base del processo di conoscenza della realtà. Nel brano che ti proponiamo emerge, come motore interiore che spinge gli uomini a conoscere il mondo, un tipo di motivazione disinteressata rispetto a eventuali usi pratici di quanto si scopre.
La curiosità, come illustra Galileo nell’opera II Saggiatore, può bastare per motivare un individuo nell’impegnarsi intensamente per capire i segreti della natura.
Se volessimo tradurre nel linguaggio della psicologia contemporanea questa concezione del “perché si fa scienza” potremmo dire che Galileo predilige la motivazione intrinseca rispetto a quella estrinseca. Ricordiamo che per motivazioni intrinseche si intendono quelle che hanno origine dal desiderio dell’individuo di autorealizzazione e la cui azione è ritenuta gratificante in se stessa; mentre le motivazioni estrinseche sono quelle che rimandano a un guadagno esterno all’azione, dove l’individuo agisce per ottenere qualcos’altro.
Per il grande scienziato italiano conoscere la natura semplicemente per soddisfare una curiosità intellettuale è una ragione più che sufficiente per impegnarsi e investire energie psichiche e materiali. Non necessariamente si deve conoscere per ottenere delle immediate ricadute pratiche o per confermare le proprie visioni religiose o filosofiche dell’universo.
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