La favola del suono di Galileo (Saggiatore)

In questo brano Galileo vuole esaltare l’importanza attribuita all’esperienza, fase principale della conoscenza scientifica. Egli narra di un uomo solitario dalle spiccate capacità intellettuali, che, affascinato dai suoni emessi dagli uccelli, alleva molte specie di volatili in modo da studiarne i suoni emessi. Una notte però, gli giunge un suono nuovo, che non aveva mai udito prima. Scopre però che questo suono non è prodotto da un uccello, bensì da uno zufolo, suonato da un pastore. Egli scopre così che i suoni sono emessi anche da altri oggetti o animali in natura, e per tale motivo decide di lasciare la casa per andare a ricercare e a conoscere questi innumerevoli suoni. In conclusione al brano, Galileo narra che quest’uomo, imbattendosi in una cicala, tenta di scoprire attraverso quali meccanismi viene prodotto il suono. Egli non riesce però a scoprirlo, in quanto, giunge ad uccidere l’animale, a causa dei troppi esperimenti compiuti con un ago, a cui sottopone l’animale, prima di giungere alle sue conclusioni. Il brano si conclude con un’affermazione che si ipotizza poter essere pronunciata dall'uomo, secondo la quale si possono conoscere alcuni modi, ma di sicuro possono essercene altri cento nascosti e sconosciuti all’uomo. Galileo fa così un riferimento alla celebre affermazione socratica: “saggio è colui che sa di non sapere”; infatti, l’uomo, dopo le sue innumerevoli esperienze e tentativi conoscitivi, è persuaso dal fatto che non giungerà mai a conoscere gli innumerevoli suoni presenti in natura. Il suono, l’argomento che viene esposto nel brano, può essere associato ad un qualsiasi fenomeno che si vuole studiare ed approfondimento, presente in natura. Difatti, per Galileo l’unico modo per giungere a delle conclusioni o a delle ipotesi è attraverso l’esperienza diretta con il fenomeno che si intende affrontare. In secondo luogo però, è risaputo che non sarà mai permesso all’uomo di conoscere nel dettaglio tutto il creato ed i suoi fenomeni. Sarà sì permesso all’uomo ricercare e indagare sui fenomeni della natura, ma non gli sarà mai permesso di conoscerla in modo specifico nella sua totalità. Attraverso questa pagina narrativa, Galileo vuole spiegare proprio questo: l'incapacità dell'uomo di studiare la varietà dei fenomeni presenti in natura.

Elementi barocchi

Uno degli elementi tipici barocchi è la curiosità in sè verso il creato, che porta alla ricerca continua e all’esperienza diretta con i fenomeni che si intende studiare.

Frasi dal testo:
“Uomo dotato da natura d’uno ingegno perspicacissimo ed una curiosità straordinaria.”
“Con grandissima meraviglia andava osservando con che bell’artificio..”
“Egli non avrebbe mai imparato che c’erano in natura due modi da formar voci e canti soavi, vuole allontanarsi da casa, stimando di poter incontrare qualche altra avventura.”
“Vedendosi sopraggiunto da due nuovi modi di formare la voce ed il canto tanto inopinati, comincio a credere ch’altri ancora ve ne potessero essere in natura.“
“Sì scemo l’opinione che egli aveva circa il sapere come si generi il suono.“
“Rispondeva di sapere alcuni modi, ma che teneva per fermo potervene essere cento altri incogniti ed inopinabili.“

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