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Concetti Chiave

  • Il liberalismo emerge come filosofia della libertà, sostenuta dalla borghesia contro le monarchie assolute e i privilegi aristocratici.
  • Locke introduce il concetto di Contratto sociale, che consente di passare dallo stato di natura, caratterizzato da pace, a uno stato comune.
  • Ogni individuo possiede diritti inalienabili, tra cui vita, libertà e proprietà, che devono essere garantiti da un'istanza superiore.
  • Il governo, secondo Locke, deve rispettare i diritti naturali; in caso contrario, i cittadini hanno il diritto di ribellarsi e formare un nuovo governo.
  • Il concetto di Stato di diritto è centrale nel pensiero di Locke, evidenziando la superiorità dell'individuo rispetto allo Stato.

Origini del liberalismo e costituzionalismo

E’ il teorico del liberalismo e del costituzionalismo. Il liberalismo è la filosofia della libertà ed è nato come ideale che si affianca all'azione della borghesia nel momento in cui essa combatte contro le monarchie assolute e i privilegi dell'aristocrazia. Costituzionalismo, perché abbattuta la monarchia sono indispensabili le Costituzioni per garantire i diritti ai cittadini. Il liberalismo, fondato sullo stato di diritto, abbatte la concezione tradizionale del potere di stato concepito sulla base dinastica – tradizionale. In proposito Locke scrisse due saggi (in cui riprende i temi di Hobbes) che tuttavia, non si propongono di essere un’analisi scientifica della politica quanto di ricercare soluzioni e intervenire quindi concretamente sul rapporto che andava profilandosi fra la monarchia e la società civile.

Il contratto sociale secondo Locke

Egli pone alle origini dello Stato un Contratto mediante il quale si esce da uno stato di natura per sottomettersi ad uno stato comune. Per il filosofo, lo Stato di natura, non è una guerra come per Hobbes bensì una condizione di pace e felicità, garantita da un equilibrio di bisogni dell’uomo e le risorse naturali.

Diritti inalienabili e organizzazione sociale

In questo Stato, ogni singolo individuo gode di tre diritti fondamentali e inalienabili:

Diritto alla vita

Diritto alla libertà’ (agire senza condizionamenti)

Diritto di proprietà (acquisito con il lavoro)

Di conseguenza, tra gli uomini c’è una condizione di uguaglianza e di benessere. La situazione si complica, quando l’uomo tende ad organizzarsi in una comunità che deriva dal lavoro. Per facilitare quest’organizzazione, l’uomo introduce la moneta, ma ciò introduce elementi di complicazione poiché queste organizzazioni alterano il quadro di pace originario e determinano la comparsa di contrasti e conflitti d’interesse siccome ogni individuo tende a difendere e tutelare i propri diritti. In questo modo, nasce l’esigenza di un’istanza superiore che faccia rispettare i diritti dei singoli (non del gruppo) e consenta all’uomo di essere contemporaneamente giudice e parte in causa. In questo modo si crea un Patto che regolamenta i rapporti con gli individui e soddisfa l’esigenza di garanzia ed equilibrio.

Il ruolo del governo e la rivoluzione

In Locke, a differenza di Hobbes in cui gli uomini rinunciano ai propri diritti illimitati, il contratto non annulla tali diritti anzi, essi vengono consolidati e rafforzati. L’unica rinuncia cui l’uomo è destinato è la propria difesa cioè il diritto ad interpretare la legge naturale, poiché diritto è delegato ad un’istanza superiore (lo Stato di Locke è ≠ da quello di Hobbes). Per il filosofo britannico, il governo è legittimato e condizionato dal rispetto dei diritti naturali dei singoli individui che, proprio in relazione a questo rispetto esprimono il consenso all’autorità. Quando ciò non avviene, è lecito “l’appello al cielo” cioè la rivoluzione (vedi la Gloriosa Rivoluzione). Elabora il concetto di STATO DI DIRITTO, cioè che lo stato nasce esclusivamente per garantire i diritti degli individui. Per questo motivo nel momento in cui esso non assolva questa unica funzione, i cittadini devono sovvertire il governo e formarne un altro. E’ evidente la superiorità assiologica dell’individuo sullo stato; di conseguenza non esisterà realtà superiore allo stesso.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine del liberalismo e del costituzionalismo?
  2. Il liberalismo nasce come filosofia della libertà, affiancando l'azione della borghesia contro le monarchie assolute e i privilegi aristocratici. Il costituzionalismo emerge come necessità di garantire i diritti dei cittadini dopo l'abbattimento della monarchia.

  3. Come Locke definisce il contratto sociale?
  4. Locke introduce il contratto sociale come un accordo che permette di uscire dallo stato di natura, caratterizzato da pace e felicità, per formare uno stato comune che protegga i diritti inalienabili degli individui.

  5. Quali sono i diritti fondamentali secondo Locke?
  6. Locke identifica tre diritti fondamentali e inalienabili: il diritto alla vita, il diritto alla libertà e il diritto di proprietà, acquisito attraverso il lavoro, che garantiscono uguaglianza e benessere tra gli individui.

  7. Qual è il ruolo del governo secondo Locke?
  8. Il governo, secondo Locke, è legittimato a condizione che rispetti i diritti naturali degli individui. Se non lo fa, i cittadini hanno il diritto di ribellarsi e formare un nuovo governo, evidenziando la superiorità dell'individuo sullo stato.

  9. Come si differenzia la visione di Locke da quella di Hobbes riguardo ai diritti?
  10. A differenza di Hobbes, che prevede una rinuncia totale ai diritti, Locke sostiene che i diritti naturali degli individui vengono consolidati attraverso il contratto sociale, con l'unica eccezione della delega del diritto di interpretare la legge naturale allo stato.

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