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Fichte: metodo dialettico

Il metodo dialettico di Fichte consiste in tre momenti che vengono chiamati tesi o affermazione, antitesi o negazione e sintesi.
- Io puro: l'io è attività spirituale, infinita e universale. L'io è posto da se stesso, è autorizzazione, principio primo e incondizionato di tutto il sapere, attività creatrice, fonte della realtà.
- Non io: Natura intesa come regno dei limiti, posto e creato dall'io puro mediante l'immaginazione produttiva che opera inconsciamente
- Io finito: l'individuo come persona che ha il compito morale di aspirare all'infinito. Questi tre momenti non vanno intesi in ordine cronologico, ma in ordine logico; la sostanza degli individui e delle cose è tutta spirituale.
Primo Principio: L'Io pone se stesso in maniera assoluta, come attività auto-creatrice e infinita, come principio del sapere.

Secondo Principio: l'IO pone il "Non io": l'io per realizzarsi come attività, è costretto a contrapporre a se stesso qualcos'altro. Il pensiero per essere attivo, deve essere pensiero di qualcosa, negandosi come autocoscienza per diventare coscienza di qualcos'altro, cioè del non io. Così la contraddizione e l'opposizione diventano necessarie per il pensiero. Infatti ci troviamo davanti a delle contrapposizioni: Finito- Infinito, Unità-Molteplicità,Attività-passività,Spiritualità-Materialità.
Terzo Principio: L'io oppone nell'io, a un "non io divisibile" un "io divisibile", quest'ultimo è rappresentato da noi. L'Io non è più infinito.

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