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Inversione tra predicato e soggetto

Nasce nel 1804. Studia teologia e si forma nell’ambito della sinistra hegeliana. Scrive Sull’Essenza del Cristianesimo, Lezioni sull’essenza della religione e Pensieri sull’Anime e sull’Immortalità.
Secondo lui non esisteva una divinità immanente come quella di Hegel: Dio apparteneva all’ umanità come specie e non all’uomo come individuo. E’ il fondatore dell’ateismo filosofico ottocentesco.
Partendo da un’analisi del pensiero di Hegel, afferma che il precedente pensatore aveva invertito il predicato, rappresentato dal concreto, con il soggetto cioè l’astratto, partendo nel suo analisi dall’idea. Feuerbach afferma che è il concreto ad essere il soggetto che può pensare e quindi l’astratto è il suo attributo. In campo religioso non è stato l’infinto a creare il finito ma l’uomo a creare Dio.

Dio e uomo

L’uomo ha delle perfezioni che non ci appartengono come singoli ma come specie: l’umanità, per esempio non ha limiti conosciti, ha una capacità di amare illimitata e una potenzialità illimitata, mentre quella personale è ristretta dai mezzi e dalla morte. Tutto ciò che in un individuo è finito, per l’umanità sono perfezioni. Così l’uomo ha alienato (in Hegel questa terminologia era usata per l’antitesi), proiettato fuori di se, rinunciandovi, queste perfezioni in un’altra realtà costruita a cui poi si sottomette.
Differenza tra volere e potere. L’uomo ha desideri infiniti, ma le sue possibilità di realizzarli non lo sono allo stesso modo. Dio è quindi un ottativo del cuore cambiato in un presente felice: ottativo deriva dal greco, facoltà di desiderare. Sarebbero quindi i desideri dell’uomo che possono essere realizzati.
Per avvalorare la sua tesi, afferma che per esempio i greci vivevano in piccole città e i loro desideri quindi non erano infiniti: di conseguenza le loro divinità non erano onnipotenti.
L’uomo è fragile e piccolo di fronte alla natura, da cui dipende per la sua sopravvivenza ma su cui non ha alcun potere. L’uomo si affida quindi a Dio.

Ateismo

Per Feuerbach alla teologia deve sostituirsi l’antropologia: l’uomo deve diventare il centro della natura, per questo il suo pensiero prende anche il nome di umanismo naturalistico o antropologia naturalistica. E’ anche un tipo di materialismo naturalistico, in quanto parte dal concreto. Ribalta totalmente la filosofia di Hegel, che accusa essere solo una teologia mascherata.
La religione ha preceduto la filosofia perché quello era il primo modo con cui l’uomo ha conosciuto sé stesso.
L’ateismo è non solo un atto di onestà filosofica ma un dovere morale, poiché tanto più l’uomo pone in Dio più toglie a se stesso. Per il filosofo la sua filosofia deve essere incentrata sull’uomo inteso come umanità nella sua essenza naturale, non come un essere particolare. La natura dell’uomo è sociale: ha bisogno dell’altri uomini perché le idee si nutrono del dialogo tra un tu e un io. (Filantropia, cioè amore dell’uomo).
Sostine la Teoria degli Elementi: l’uomo è ciò che mangia, che si trasforma in carne, cervello, pensieri. Per rendere migliore una massa, invece di declamazioni sul peccato, dovremmo provvedere ai loro bisogni primari perché solo così potrà dedicarsi alla sua crescita intellettiva.
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