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FEUERBACH

Vita: nato nel 1804, fu allievo di Hegel. Nel 1845 scrive “L’essenza della religione”. Muore nel 1872.
Pensiero: Feuerbach è considerato il fondatore dell’ateismo filosofico ottocentesco. L’interesse per la religione è costante nel suo pensiero. Per Feuerbach non è Dio ad aver creato l’uomo, ma è l’uomo che ha creato Dio, proiezione illusoria o fantastica dei desideri umani. L’antropologia è mistero della teologia nel senso che la religione è un fatto totalmente umano. Per Feuerbach l’uomo crea Dio perché desidera essere onnipotente, immortale, onnisciente ma gli è impossibile e crea dunque divinità in cui tutti i desideri umani appaiono realizzati. L’uomo adora le forze della natura per un sentimento di dipendenza che l’uomo prova di fronte alla natura. Anche la vita ultraterrena è creata dall’uomo che ha paura della morte e si rende così immortale: l’uomo si illude di essere eterno. Qualunque sia l’origine della religione per Feuerbach essa costituisce una forma di alienazione ossia uno stato patologico per cui l’uomo prega una potenza superiore a cui si sottomette anche nei modi più umilianti e crudeli.
Visto che la religione è alienante perché l’uomo tanto più pone in Dio quanto più toglie a sé stesso, l’ateismo si configura non solo come atto di onestà filosofica, in quanto la razionalità umana non può accettare dogmi religiosi irrazionali, ma si presenta anche come vero e proprio dovere morale per non essere alienati. Per Feuerbach è giunto il tempo in cui l’uomo deve pensare solo a sé stesso dimenticando l’illusione divina. A Dio Feuerbach sostituisce un’altra divinità: l’uomo concreto, materiale, non spirituale. Alla morale che raccomandava l’amore di Dio, sostituisce la morale che raccomanda l’amore dell’uomo verso gli uomini; è questo l’intento dell’umanesimo di Feuerbach: trasformare gli uomini da amici di Dio ad amici degli uomini.

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