pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Antropologia e religione


Egli si sforza di ricondurre tutte le ipostatizzazioni ed astrazioni alla loro corretta genesi, in modo da annullarle: la loro comune origine è l'uomo, con le sue caratteristiche (anche, e prima di tutte, quelle materiali), con i suoi bisogni, e contraddizioni.
In La filosofia dell'avvenire, Feuerbach indica come scopo del suo pensiero il ridurre la filosofia dell'assoluto (teologia) alla filosofia dell'uomo (antropologia): «La nuova filosofia fa dell'uomo l'oggetto unico universale e supremo, e fa dell'antropologia, integrata dalla fisiologia, la scienza universale». L'antropologia colloca l'uomo nella dinamica sociale, e nei concreti rapporti interpersonali (anche economici, preannunziando l'analisi marxiana): «L'uomo singolo, né in quanto ente morale, ne in quanto ente pensante, ha in sé l'essenza dell'uomo. L'essenza dell'uomo è contenuta nella comunità, nell'unità dell'uomo con l'uomo».

Giudizio sull’Hegelismo


Come esponente della «Sinistra hegeliana», Feuerbach privilegia la considerazione dei caratteri materiali e sociali dell'uomo, rispetto alla pedissequa fedeltà, caratteristica degli esponenti della «Destra», alla fenomenologia idealistica. Feuerbach giudica l'identificazione hegeliana tra soggettività ed oggettività, nulla più che un vago espediente linguistico, che non costituisce spiegazione alcuna, bensì un'illusoria astrazione: il correlato filosofico dell'alienazione religiosa. Mentre la vecchia filosofia identificava il reale con la razionalità, la nuova antropologia studia l'uomo che è la misura della razionalità. In questo senso il «positivo» che si fonda su se stesso soltanto (l'uomo) è contrapposto alla hegeliana «negazione della negazione», che pretenderebbe d'essere essa l'assoluto.
Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017