Ominide 4862 punti

La problematica dell’alienazione è stata affrontata da un punto di vista religioso e spirituale da Feuerbach, considerato il filosofo della liberazione. Infatti, lo scopo della sua filosofia è identificare le vie di liberazione da quei vincoli che limitano l’uomo e gli impediscono di avere un pensiero autonomo e vivere liberamente. Uno di questi vincoli, paradossalmente, è la religione. La religione offre delle vie liberatorie dalla condizione di peccato dell’uomo, ma in realtà il pensiero dell’uomo è condizionato, e dunque privato della sua totale libertà da qualcosa che lui stesso ha creato.
La religione porta all’alienazione poiché l’uomo estrania, aliena le proprie qualità proiettandole in un essere trascendente e ideale da lui stesso inventato: Dio, che è la realizzazione ideale dei bisogni dell’umanità e dunque una rappresentazione umana. In questo modo, l’uomo rinuncia alla sua essenza e alla sua libertà.

L’alienazione religiosa determina una falsificazione della natura umana che conserva solo le caratteristiche negative, mentre le altre sono proiettate in un essere ideale che è superiore a tutti gli attributi positivi dell’uomo (Dio è infinito, onnipotente; l’uomo è finito, impotente). Sembra quasi che l’uomo si sia creato un alibi per non essere buono, attraverso la figura di Dio.
Secondo Feuerbach, la causa dell’alienazione religiosa, il sentimento di dipendenza che l’uomo avverte nel proprio animo, sentimento che deve essere soddisfatto e, dunque, necessariamente proiettato su qualcuno di superiore che possa costituire un punto di riferimento nel cammino da percorrere.
Tuttavia, l’uomo deve acquisire piena consapevolezza delle sue capacità: in realtà ciò da cui l’uomo dipende veramente è la natura interna ed esterna. Quindi, l’abbattimento della religione è necessario per l’emancipazione dell’umanità: l’ateismo diventa una vera e propria missione morale.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email