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Fenomenologia sintesi,signoria e servitù, coscienza infelice,filosofia spirito, oggettivo e soggettivo

La fenomenologia è in sostanza la coscienza infelice che si divide in tre momenti:
1. coscienza (tesi) che a sua volta è oggetto
2. autocoscienza (antitesi) soggetto
3. ragione (sintesi) unità tra soggetto e oggetto

L’autocoscienza è l’attenzione che avviene tra il soggetto e l’oggetto che poi sarebbe l’IO considerando i rapporti con gli altri.

Entrando nell’argomento della signoria e della servitù l’autocoscienza raggiunge il suo appagamento solo in un'altra autocoscienza dove bisogna riconoscere il proprio momento lotta e di sfida.

Il signore per affermare la propria indipendenza rischia la vita invece ilo servo per non rischiare la propria vita rischia al contrario la propria indipendenza. Il signore di conseguenza diventa il servo del servo e il servo diventa il signore del signore. Il signore prima appare indipendente poi diventa servo e si limita semplicemente a godere passivamente del lavoro degli altri.

Il servo al contrario acquista un indipendenza per paura della morte , del lavoro e del servizio sperimentando il proprio essere come qualcosa di distinto dal mondo della realtà. Il servo ha una conoscenza nei confronti delle cose e il signore dipende nei confronti del lavoro servile.

La coscienza infelice si potrebbe dividere in due religioni.
Da una parte c’è l’ebraismo con la sua separazione tra uomo e Dio che forma un antitesi sia intrasmutabile che una trasmutabile, dove l’assenza di assoluto crea una realtà lontana della coscienza. Questa realtà lontana della coscienza crea Dio che è padrone assoluto della vita e della morte e l’uomo che è in uno stato di indipendenza.
Poi c’è il cristianesimo che vede Dio come un incarnato , quindi come una realtà effettuale e non come un padre. La coscienza è diversa e separata e continua ad essere infelice e Dio continua a configurarsi come irraggiungibile.

La coscienza infelice si basa anche sulla devozione che sarebbe un pensiero a sfondo sentimentale e religioso che non si è ancora elevato a concetto dove Dio è l’esprimere nell’appetito e nel lavoro e dove Dio figura come un dono e come uno scopo per agire.

L’ultima parte delle coscienza infelice è la manifestazione di se che sarebbe la completa negazione dell’IO a favore di Dio.

La filosofia dello spirito è invece la coscienza più alta e difficile che si basa sull’idea che si estranea da se e che sparisce come natura perché si fa soggettiva e libera.
Lo sviluppo dello spirito avviene in tre momenti:
1. soggettivo dove l’individuale è l’insieme delle facoltà
2. oggettivo che è quello sociale
3. assoluto ovvero che sa e conosce se stesso

Lo spirito soggettivo dove l’individuale è l’insieme delle facoltà è il lento e progressivo emergere della natura con forme elementari di una vita psichica e con attività conoscitive e pratiche. Questo spirito soggettivo si divide in antropologia, fenomenologia e psicologia.

Per quanto riguarda lo spirito oggettivo si basa sulla libertà che nella sfera dello spirito oggettivo si incentra lo spirito e si manifesta in istituzioni sociali e concrete. Lo spirito oggettivo si divide in tre momenti:
1. diritto astratto (tesi)
2. moralità (antitesi)
3. eticità (sintesi)

L’eticità
a sua volta si divide in tre momenti:
• famiglia (tesi)
• società civile (antitesi)
• stato (sintesi)

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