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Fauerbach

Nel dibattito Fauerbach (antihegeliano radicale) critica l’idealismo (la realtà è posta dall’idea) e riprende dalla concezione illuminista due considerazioni:
1) Sensismo: l’uomo conosce attraverso i sensi  antirazionalismo
2) Materialismo: tutta la realtà è materia anti idealismo

Fauerbach critica la religione e afferma che essa ha un contenuto positivo che consente di scoprire l'essenza dell'uomo (ossia l'infinito che esprime l'essenza stessa dell'uomo).
Nessun individuo singolo, tuttavia, contiene in sé quest'essenza nella sua totalità e compiutezza.
Per questo motivo, l'uomo ricorre a Dio e trova in esso l'OGGETTIVAZIONE DELLA PROPRIA ESSENZA, cioè dell'infinito. La religione è, quindi, l'oggettivazione dei bisogni e delle aspirazioni dell'uomo, ossia la proiezione di essi in un qualcosa che è sopra di lui.

La religione ha quindi un'origine pratica: l'uomo avverte la propria insicurezza e cerca la salvezza in un essere personale, infinito, immortale e beato, cioè in Dio. In quest’ottica, nella religione é l'uomo a fare Dio a propria immagine e somiglianza, non viceversa, infatti in Dio, l'uomo proietta i suoi bisogni e i suoi desideri e può riconoscersi. Per questo Fauerbach afferma che LA RELIGIONE É LA PRIMA, MA INDIRETTA COSCIENZA CHE L'UOMO HA DI SÉ. (Faurebach é ateo: Dio é la proiezione dei desideri dell'uomo in un ente indipendente dall'uomo, nel quale tali aspirazioni sono pienamente realizzate).
CRISTIANESIMO E ALIENAZIONE la conoscenza che l'uomo ha di Dio equivale alla conoscenza che l'uomo ha di se stesso. Tuttavia, nella religione l'uomo non si rende conto che Dio é l'oggettivazione della propria essenza. SOLO LA FILOSOFIA permette all'uomo di diventare pienamente consapevole di questo (Ecco perchè nella storia umana la religione precede la filosofia l'uomo pone la propria esistenza fuori di sé prima di riconoscerla come propria).
Proiettando la propria essenza su Dio, l'uomo la colloca aldilà del suo mondo terreno.
Per riconquistare la propria essenza l'uomo DEVE NEGARE quest'ultimo, deve negare Dio
Per il filosofo, quindi, la vera colpa del cristianesimo nei confronti del genere umano é quella di aver condotto all'ascetismo, al sacrificio, alla spogliazione delle qualità umane a favore di Dio.

Negando Dio l'uomo si riappropria di se stesso: la religione e la teologia devono trasformarsi in antropologia. L'antropologia coincide con la FILOSOFIA stessa che si assume il compito di liberare l'essenza dell'uomo e le sue possibilità.

Una volta riconosciuta l'esistenza di Dio come entità separata, le qualità che prima gli venivano attribuiti (bontà, saggezza, giustizia) vengono riconosciute come prerogative della stessa umanità.

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