Video appunto: Kierkegaard, Soren - Vita estetica (2)

Kierkegaard - La vita estetica come possibilità esistenziale



La vita estetica è propria dell’uomo che vive nell’istante e nella ricerca continua del piacere, rifuggendo da tutto ciò che gli appare noioso, ripetitivo e monotono.
Per spiegare il suo pensiero, Kierkegaard non propone un’argomentazione astratta, ma descrive figure concrete di uomini che vivono assaporando fino in fondo le bellezze dell’esistenza, facendo di quest’ultima un’opera d’arte.

La vita estetica è illustrata attraverso la figura di Johannes e di Don Giovanni. Il primo è il seduttore intellettuale, che vuole godere “spiritualmente” dei momenti in cui la partner si concede; il suo obbiettivo non è quello di possedere una donna fisicamente, bensì psichicamente. Il suo godimento è frutto di un egoismo raffinato e sottile, in quanto consiste non nel far godere la donna, ma nel condurla a uno stato di soggiogamento totale, senza però essere a sua volta soggiogato in quest’opera di seduzione.

Don Giovanni, protagonista dell’opera di Mozart, si presenta invece come l’incarnazione della sensualità allo stato puro, colui che gode del piacere fisico, della conquista materiale delle donne. La sua strategia di seduzione non si fonda sul ragionamento, bensì si basa unicamente dalla forza di attrazione emanata dalla passionalità. Egli dunque segue solo l’impulso del desiderio che lo spinge a conquistare non tanto una donna singola, quanto piuttosto tutte le donne.
In ogni caso, Kierkegaard è convinto che la vita estetica sia insufficiente. Chi si dedica solo al piacere disperde la propria personalità nelle mille esperienze che gli si presentano, arrivando a svuotare il proprio essere e a smarrire il significato dell' esistenza, cadendo infine nella noia e nella disperazione.