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Dialettica hegeliana

Poiché le leggi che regolano pensiero e realtà sono le medesime, in quanto determinate dall’Assoluto, realtà e pensiero coincidono e dunque la ragione opera seguendo la dialettica che è anche il modo in cui la realtà stessa è costituita. Quindi dato che non si può conoscere la realtà semplicemente basandosi sulle differenze tra le determinazioni, la logica aristotelica (principi di identità e non contraddizione) risulta essere inadeguata ed allora bisogna necessariamente ricorrere ad una logica dialettica che è in grado di cogliere la realtà nella sua complessità.
In questa ottica le negazioni, dunque le opposizioni, non rappresentano un limite o una mancanza, bensì rappresentano punti fondamentali del processo conoscitivo che supera le opposizioni conservando tuttavia la loro diversità.

Questa logica dialettica implica che nessun concetto sia autonomo, invece è il punto di sintesi di diverse affermazioni e negazioni. Il processo attraverso il quale avviene questo percorso è ad appannaggio della ragione e consta di tre fasi non cronologicamente successive ma contemporanee:
1) Momento astratto o intellettuale durante il quale opera l’intelletto astraendo le diverse determinazioni, quindi cogliendole nelle loro diversità;
2) Momento dialettico o negativo-razionale in cui le precedenti determinazioni vengono considerate nelle loro opposizioni;
3) Momento speculativo o positivo-razionale in cui le la ragione supera le opposizioni delle determinazioni (aufhebung= superamento) ma allo stesso tempo conserva la loro diversità.

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