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Sinistra e destra hegeliana a confronto


La sinistra hegeliana è una corrente filosofica avviatasi con Marx ed Engels, che riprende e sviluppa il concetto di dialettica in chiave materialistica: viene così ad eliminare la grande importanza che aveva, nel pensiero di Hegel, il concetto di sviluppo; essa utilizza la dialettica proprio nel modo il maestro l’aveva rifiutata, cioè come metodo (essa veniva a coincidere con la vita dello Spirito, dell’Idea: non ha pertanto senso parlare di un metodo dialettico vero e proprio→pensare che esista un metodo dialettico significa impedire una sintesi). Se la dialettica è la vita dello Spirito, pensare idealmente e spiritualmente vuol dire pensare dialetticamente: per questo la filosofia, secondo Hegel, non ha bisogno di un metodo, quanto piuttosto ha bisogno di essere un pensiero spirituale vero e proprio. Questa idea viene rotta dalla sinistra hegeliana, specialmente nell’affermazione di una distanza precisa tra soggetto ed oggetto: il soggetto pensa dialetticamente e la materia pensata viene analizzata secondo tale metodo. La destra hegeliana, a cui appartiene Gustav Hotho, muovendo dalla convinzione che Hegel avesse raggiunto la massima vetta filosofica, ritiene necessario applicare la dialettica a tutte le sfere del sapere umano: se la storia dell’arte si presenta come Geistesgeschichte, allo stesso modo, ogni branca del pensiero umano dev’essere studiata dal punto di vista della storia dello Spirito. Hotho, nella premessa alla prima edizione delle Lezioni di estetica (1835), afferma che quest’opera rappresenta il modo migliore per capire non soltanto la concezione hegeliana dell’arte, ma in generale come funziona tutto il suo sistema di pensiero; egli si rende conto che le Lezioni sono una summa, una vera e propria introduzione al pensiero del maestro.
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