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Concetti Chiave

  • Nel 1859 Darwin pubblica L'origine della specie, presentando la teoria dell'evoluzione attraverso mutazioni casuali e selezione naturale.
  • La competizione per risorse limita la sopravvivenza delle specie, favorendo quelle meglio adattate all'ambiente, come dimostrato con l'esempio delle giraffe.
  • Darwin ridimensiona il ruolo dell'uomo nella natura, considerandolo una specie come le altre, abbattendo l'idea di finalismo divino.
  • La teoria di Darwin è stata criticata per la sua mancanza di falsificabilità, risultando in una tautologia senza criteri chiari per l'adattamento.
  • Il darwinismo sociale, promosso da Herbert Spencer, ha distorto la teoria di Darwin per giustificare il colonialismo e la supremazia delle nazioni più forti.
Nel 1859 Darwin pubblica L'origine della specie che descrive la teoria dell'evoluzione della specie. Per primo spiega il passaggio da specie a specie, e quindi la nascita di nuove specie, non in termini lamarchiani (che diceva che la giraffa aveva il collo lungo perché gli si era allungato per lo sforzo di raggiungere le cime degli alberi, per mangiare le foglie).

Evoluzione per caso e necessità

Secondo Darwin l'evoluzione della specie avviene come risultato di caso e necessità: nelle specie si hanno della mutazioni naturali casuali (piccoli errori nella riproduzione) e l'ambiente salva quelli adatti e elimina gli altri, principalmente attraverso la lotta per la vita. teoria dell'evoluzione di DarwinEsempio: da una giraffa con il collo corto nascono 20 cuccioli con il collo corto e 1 con il collo lungo. Viene una siccità. Quelle con il collo corto muoiono, non c'è più erba a sufficienza, quella con il collo lungo sopravvive e trasmette questo carattere alla prole. La lotta per la vita, cioè la competizione per acquisire risorse alimentari quando sono scarse, per Darwin è la forma principale di selezione dovuta all'ambiente, ma non l'unica. Esiste anche una selezione sessuale, i più forti e sani si riproducono di più; la predazione selettiva (le farfalle chiazzate si mimetizzano sulla corteccia degli alberi; in certe zone dell'Inghilterra, la forte industrializzazione con combustione enorme di carbone aveva annerito le cortecce; la varietà melanica, cioè nera, di farfalla chiazzata si mimetizzava meglio sugli alberi anneriti e così si è moltiplicata notevolmente, mentre nelle stesse zone quella chiazzata era mangiata dai predatori ed è molto diminuita di numero) ed altre forme di selezione dovute all'ambiente.

L'uomo e la teoria evoluzionistica

Per Darwin, la specie umana deriva dalle scimmie, forse dallo scimpanzé, perché alcune scimmie si abituarono alla posizione eretta, poi per selezione naturale (i bipedi sopravvivono più facilmente) e per selezione sessuale.

Ridimensionamento del ruolo dell'uomo e critiche epistemologiche

Viene messo da parte il finalismo perché tutto avviene per caso. Gli esseri viventi erano sempre stati considerati come prova della finalità presente nella natura (nella teologia ogni ente ha un fine ultimo intrinseco alla sua natura, perché creato da Dio).
Viene ridimensionato il ruolo dell'uomo nel mondo. In quel periodo si credeva che il mondo fosse stato creato da Dio affinché l'uomo lo potesse utilizzare; con questa teoria l'uomo viene considerato una specie come le altre. Darwin non spiegò le cause di questi piccoli errori, mutazioni naturali. Solo oggi sappiamo, con lo studio del DNA, che sono dovuti a errori nella trascrizione del patrimonio genetico. Poiché la sequenza delle basi azotate che compone il DNA è composta da miliardi di unità, sui grandi numeri qualche errore nella copiatura è probabile. Se dovessimo copiare un romanzo di centinaia di pagine, è facile fare qualche errore di trascrizione.
Obiezioni epistemologica: viene mossa a Darwin l'accusa di non aver reso la teoria una teoria pienamente scientifica. Secondo Popper una teoria è scientifica quando un certo evento contrario può falsificarla. La fisica di Newton è scientifica. Se dico che tutti i corvi sono neri è una legge scientifica, perché nel momento in cui trovo un corvo non nero falsifico la teoria. Darwin dice semplicemente che sopravvive la specie che è adatta all'ambiente. Per falsificarla si dovrebbe trovare una specie che non è adatta all'ambiente, ma che sopravvive. Cosa che però non si può fare, perché Darwin non ha dato dei criteri per definire la specie adatta all'ambiente. E' la sopravvivenza di fatto di una specie che fa capire ai biologi che questa era adatta all'ambiente. La teoria di Darwin è come una tautologia, e quindi non può essere falsificata. Se nell'affermazione "sopravvive la specie adatta all'ambiente" sostituiamo alla locuzione "adatta all'ambiente" con "che sopravvive" (non possedendo una definizione indipendente di adattamento all'ambiente) otteniamo appunto una tautologia. Perciò la teoria dell'evoluzione non può essere sottoposta a severa verifica sperimentale.

Darwinismo sociale e colonialismo

Viene utilizzata la teoria dell'evoluzione per giustificare il colonialismo. Come la lotta per la vita, in un ambiente privo di risorse abbondanti, premia gli individui e le specie migliori, perché più adatte alla sopravvivenza, così nella lotta tra gli Stati, i più evoluti, sono destinati a sopravvivere e a trasmettere ai posteri la loro civiltà. Quindi è naturale che gli Stati più forti sfruttino gli Stati più deboli. Viene quindi spostata la teoria in ambito sociale, cosa che Darwin non voleva.
Il primo a utilizzare la teoria applicata alla società è Herbert Spencer, massimo rappresentante inglese del positivismo. Spencer ha inglobato la teoria dell'evoluzione nella concezione di positivismo, creando il darwinismo sociale. Idea che ottenne grande successo, perché giustificava la legge del più forte. I più adatti alla sopravvivenza erano gli europei, che sono il popolo più civile ed evoluto. In questo modo viene giustificato il colonialismo: gli altri popoli si adeguano così a standard di vita migliori. Spencer ha fatto dell'evoluzione il concetto chiave del sistema filosofico. È un filosofo che ha scritto tanto (pagava un segretario a cui dettare). La sua opera principale è I primi principi, in cui stabilisce i criteri generali del sistema e dà la definizione di evoluzione: "l'evoluzione è un'integrazione di materia e una concomitante dissipazione di movimento, durante la quale la materia passa da un'omogeneità indefinita e incoerente ad un'eterogeneità definita e coerente; e durante la quale il movimento conservato soggiace ad una trasformazione parallela".
L'evoluzione è un passaggio dal semplice al complesso e dall'omogeneo dell'eterogeneo. Dal punto di vista biologico: i primi batteri sono semplici e poco differenziati, il mammifero è complesso e c'è differenziazione tra gli organi. Questa idea non è solo biologica, ma per Spencer, è applicabile in tutti i campi (cultura, arte, politica, religione). Tutto è riconducibile alla legge dell'evoluzione. Spencer è stato in assoluto il filosofo più letto, perché il suo sistema rispettava la visione dell'800 e perché rispetto al positivismo di Comte e Mill (atei) il suo era compatibile con la credenza in un Dio trascendente. Secondo Spencer esiste infatti l'inconoscibile, cioè un qualcosa che non verrà mai completamente eliminato. Per Spencer c'è sempre qualcosa di inverificabile, perché se l'uomo sapesse tutto non ci sarebbe neanche più progresso del sapere. Quindi l'evoluzione del sapere umano, pur essendo continua, manterrà qualcosa di inconoscibile. Qualche forma di avvicinamento all'inconoscibile è data dall'arte e dalla religione. L'inconoscibile garantisce che fra scienza e religione non ci possa essere un contrasto, perché hanno due oggetti diversi: la scienza il conoscibile, la religione l'inconoscibile. La visione positivista di Spencer viene soprattutto accettata negli Stati Uniti. Nel romanzo Martin Eden di London, il protagonista era prima overo, poi riesce a studiare e rimane affascinato dalla filosofia di Spencer, che aveva allora una notevole influenza sul grande pubblico. In Italia non è tanto conosciuto, alcune opere non sono neanche state tradotte.

Altre considerazioni sull’argomento

La teoria dell'evoluzione per selezione naturale, proposta da Charles Darwin nel XIX secolo, ha rivoluzionato il campo della biologia e il nostro modo di comprendere la vita sulla Terra. Secondo Darwin, le specie si evolvono nel tempo attraverso un processo graduale in cui gli individui più adatti all'ambiente tendono a sopravvivere e riprodursi più efficacemente, trasmettendo così le loro caratteristiche alle generazioni future. Questo concetto di "sopravvivenza del più adatto" ha fornito una spiegazione scientifica alla diversità delle forme di vita e alla complessità degli organismi viventi. La teoria dell'evoluzione ha stimolato ulteriori ricerche in vari campi, dalla genetica alla paleontologia, e continua a essere un pilastro fondamentale per lo studio della biologia. Nonostante le controversie iniziali e le sfide attuali poste da alcune correnti di pensiero, l'evoluzione rimane una delle teorie scientifiche più robuste e ampiamente accettate per spiegare l'origine e lo sviluppo della vita sul nostro pianeta.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è il concetto centrale della teoria dell'evoluzione di Darwin?
  2. Il concetto centrale della teoria dell'evoluzione di Darwin è che le specie si evolvono nel tempo attraverso un processo di selezione naturale, dove gli individui più adatti all'ambiente sopravvivono e si riproducono, trasmettendo le loro caratteristiche alle generazioni future.

  3. Come spiega Darwin le mutazioni nelle specie?
  4. Darwin spiega le mutazioni nelle specie come risultati di errori casuali nella riproduzione, che l'ambiente seleziona attraverso la lotta per la vita, favorendo gli individui più adatti e eliminando gli altri.

  5. Qual è il ruolo dell'uomo secondo la teoria di Darwin?
  6. Secondo la teoria di Darwin, l'uomo è considerato una specie come le altre, derivante dalle scimmie, e il suo ruolo nel mondo viene ridimensionato, poiché non è più visto come il fine ultimo della creazione divina.

  7. Quali critiche sono state mosse alla teoria di Darwin?
  8. Le critiche alla teoria di Darwin includono l'accusa di non essere pienamente scientifica, poiché non fornisce criteri chiari per definire cosa significhi "adatta all'ambiente", rendendo la teoria simile a una tautologia.

  9. Come è stata utilizzata la teoria dell'evoluzione nel contesto sociale e politico?
  10. La teoria dell'evoluzione è stata utilizzata per giustificare il colonialismo e il darwinismo sociale, sostenendo che gli Stati più forti e "evoluti" avessero il diritto di dominare quelli più deboli, un'applicazione che Darwin stesso non intendeva.

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